American Crime Story: l’assassinio di Gianni Versace

Questa seconda stagione di ACS è andata in onda su rai4 durante il mese di agosto e si è conclusa con il suicidio di Andrew Cunanan, fuggitivo numero 449 nella lista dei ricercati più pericolosi d’America. Lo ammetto, ho iniziato questa serie per Darren Criss e osservarlo calarsi nel ruolo di questo serial killer mi ha fatto capire quanto fossero meritati tutti quei premi.

LA STORIA DI ANDREW

Per quanto il titolo possa trarre in inganno, la serie si concentra di più sul come e non sul perchè Andrew è arrivato ad uccidere Gianni Versace il 15 luglio del 1997. Andando a ritroso scopriamo che il signor Versace non è la prima vittima di Cunanan, bensì la quinta ed ultima. Prima di lui infatti sono già stati uccisi Jeff Trail (Finn Wittrock), David Madson (Cody Fern), Lee Miglin (Mike Farrell) e infine William Reese. Tutti questi omicidi si svolgono nell’arco di tre mesi. Un periodo abbastanza breve se ci pensiamo, durante il quale però l’FBI ha sicuramente sottovaluto la pericolosità di Andrew.

Quello che si scopre nel corso delle puntate è che tutte le sue vittime, tranne William Reese, sono persone che Andrew ha amato o stimato. Non sono perfetti sconosciuti capitati al momento sbagliato nel momento sbagliato. Si tratta di persone che si fidavano di Andrew e che fino all’ultimo l’hanno sempre accolto a braccia aperte. Particolare è il caso di Gianni Versace, il quale ha avuto un solo incontro con Andrew Cunanan nel lontano 1990. Un incontro però che ha lasciato il segno nella mente malata di quello che sarebbe diventato il suo assassino.

JEFFREY E DAVID

Voglio dedicare un paragrafo a questi due ragazzi, perchè la loro storia è quella che sicuramente mi ha colpito di più, oltre ad avermi lasciato un grande vuoto dentro. Quando si è innamorati si farebbe qualsiasi cosa, anche la più stupida, è un po’ come se non si avesse più il controllo. Certo arrivare ad uccidere mi sembra eccessivo e abbastanza impossibile, ma è proprio quello che ha fatto Andrew con questi due ragazzi. 

LA LORO STORIA

Jeffrey Trail era un militare della marina americana che a causa della sua omosessualità ha dovuto lasciare il suo lavoro, così da non dover rischiare di essere ammazzato di botte da parte dei suoi colleghi. Jeffrey incontra Andrew in un locale per gay per la prima volta. Inizialmente la loro amicizia sembra andare per il verso giusto, tutto inizia ad andare a rotoli nel momento in cui Jeffrey si trasferisce a Minneapolis dove abita Madson, il grande e vero amore di Andrew. Dal momento del trasferimento la sanità mentale di Andrew inizia a risentirne, anche a causa dell’uso di droghe e dell’instabilità economica che lo porta a rubare e mentire sempre di più.

UNA FINE DOLOROSA

Il modo in cui Jeffrey e David sono stati uccisi è brutale, ma ciò che rende disumano la loro morte è pensare ai traumi psicologici che i due devono aver subito a causa di Andrew. Ovviamente nella serie è tutto molto romanzato in quanto non si sa bene cosa si possano essere detti, ma si riesce comunque a capire il dolore che devono aver subito, in particolar modo David il quale viene “rapito” da parte di Cunanan prima di essere ucciso brutalmente ai bordi di un lago.

UNA VITA FATTA DI BUGIE

E’ soprattutto nell’ottava puntata che capiamo bene come Andrew sia passato dall’essere il principino di casa e figlio preferito al mostro che è diventato. Sin dall’infanzia è sempre stato portato in alto soprattutto dal padre che non gli ha fatto mai mancare nulla; dall’istruzione alla prima macchina quando ancora non aveva l’età giusta. Il punto di svolta è causato dallo stesso padre. Modesto Cunanan è un broker finanziario che ha rubato soldi agli Stati Uniti e che per evitare il carcere è scappato nelle Filippine lasciando la famiglia senza un soldo.

Da quel momento è tutto un susseguirsi di bugie per Andrew. Inizia a fingere di essere altre persone, non dice mai il suo vero nome e vive quasi in una realtà alternativa.

I’m the person least likely to be forgotten

Possiamo capire quindi che ad influenzare Andrew, un ragazzo affetto da un disturbo della personalità e psicopatia, sia stato l’ambiente familiare in cui è cresciuto. Come se non bastasse Andrew ha poi iniziato a lavorare come gigolò per uomini di alto livello, così da potersi permettere una vita agiata.

L’OMOFOBIA: ciò che ha rallentato l’FBI

Questa serie ci permette anche di comprendere come erano visti gli omosessuali verso la fine degli anni ’90, quindi non tanto tempo fa. Il fatto che Andrew fosse gay ha sicuramente portato l’FBI a sottovalutarlo. Di fatto fino all’omicidio di Gianni Versace il suo nome non era così noto tra le forze dell’ordine. Il fatto che diversi omicidi si sarebbero potuti evitare se l’FBI avesse agito più in fretta è solo uno dei diversi modi che Ryan Murphy, il regista, ha usato per sottolineare l’omofobia che regnava in quegli anni.

Basically, he was killing gay man and didn’t represent a public threat to the authorities at the time. (Edgar Ramirez, “Gianni Versace”)

Un momento cruciale nella serie è quando sia Jeff Trial che Gianni Versace rilasciano un’intervista durante la quale parlano della loro omosessualità. Da un lato vediamo un ragazzo che deve nascondere il proprio volto per non rischiare la propria vita mentre ammette che nell’esercito americano i gay non sono accettati. Dall’altro un uomo che ha fondato un vero e proprio impero e che ha segnato un punto di svolta ammettendo pubblicamente di essere gay e fidanzato. Sono due modi diversi che ci mostrano due facce della stessa realtà, una realtà che allora (e anche un po’ adesso) faceva fatica ad accettare le persone per quello che erano e che sicuramente ha sottovaluto anche l’importanza di chi si dichiarava gay.

IL CAST

Ryan Murphy ha riunito nel cast nomi famosi da Darren Criss a Penelope Cruz, Edgar Ramirez, Ricky Martin e molti altri. La loro somiglianza con le persone realmente esistite è quasi surreale. Soprattutto per quanto riguarda Darren Criss, il quale avendo origini filippine, ricorda dei dettagli del viso Andrew. Ma questa somiglianza non è sicuramente ciò che colpisce di più. Ciò che lascia il segno è la loro bravura nel riuscire a manifestare le emozioni che si possono provare sia come vittime sia come carnefice.

Non è stato sicuramente un lavoro facile, ma è ciò che ha portato questa serie a vincere così tanti premi nel 2019, tra cui un Golden Globe e un Emmy.

Questa seconda stagione ha permesso di vedere il lato nascosto dell’omicidio di Gianni Versace. Io personalmente non sapevo che Andrew Cunanan avesse ucciso altre 4 persone prima di Versace. Penso, infatti, che uno degli obiettivi di Murphy fosse proprio quello di rendere giustizia a tutte quelle persone che sono state influenzate dalle azioni di quel giovane ragazzo filippino.

Voto: 9,5/10

@GoldDerby #DarrenCriss follows his Emmy and Golden Globe with a #CriticsChoice win for “The Assassination of Gianni Versace”! Kudos @DarrenCriss!

Mels.

conspiracy theory: Andrew Cunanan in realtà è Blaine Anderson.

Melanie

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