COMMENTO GOLDEN GLOBES 2020

” Una volta superata la barriera dei sottotitoli alti 1 pollice, verrete introdotti a molti altri incredibili film. L’essere stato nominato insieme ad altri fantastici cineasti internazionali è stato un grande onore. Penso che usiamo solo una lingua, il cinema. Grazie.”

Bong Joon-Oh discorso per la vittoria a miglior film straniero

Questa notte si è svolta la cerimonia di premiazione dei 77esimi Golden Globes, che ha visto premiare in diverse categorie i film e le serie tv che ci hanno accompagnato nel corso dell’anno scorso. La cerimonia che precede di un mese quella degli Oscar getta le basi per le probabili nomination che verranno annunciate lunedì 13 gennaio.

Tra grandi conferme e incredibili sorprese, la serata è stata portata avanti da un grande Ricky Gervais, il quale senza freni, ha iniziato un discorso di apertura che ha lasciato interdetto non più di un presente in sala. Gervais si è lasciato andare su più fronti, prima accusando i presenti di essere andati a scuola meno di Greta Thunberg e poi dichiarando che la Hollywood Foreign Press è razzista. Un discorso massacrante e ovviamente ironico quello del celebre comico ma che ha lasciato non più di un presente interdetto, i meme delle reazioni di Tom Hanks e Jonathan Price sono già diventate virali.

IL FRONT RUNNER DELLE SERIE TV: FLEABAG  

Un’unica grande certezza; la serie con protagonista Phoebe Waller-Bridge ha sbancato durante la serata aggiudicandosi com’era già capitato agli Emmy, oltre al premio per miglior attrice protagonista in una serie comedy, andato alla Waller-Bridge anche quello come miglior serie tv comedy. Una grande vittoria per l’attrice visto il suo coinvolgimento anche nel ruolo di sceneggiatrice e regista di alcuni degli episodi.

A vincere invece nella categoria del miglior attore protagonista in una serie comedy è stato l’outsider Rami Youssef con la sua serie Ramy prodotta e distribuita dalla piattaforma Hulu.

Invece a trionfare nelle categorie dei miglior attori in una miniserie o film tv sono stati Russel Crowe, non presente alla cerimonia, per The Loudest Voice – Sesso e potere e Michelle Williams per la miniserie Fosse/Verdon ruolo in cui interpreta Gwen Verdon e la sua relazione professione e sentimentale con il coreografo Bob Fosse. Invece per miglior attrice non protagonista in una miniserie o film a vinto la bravissima Patricia Arquette per il suo ruolo in The Act.

LA HBO VINCE SU TUTTI I FRONTI

A fare da padrone nelle categorie delle migliore serie drammatiche è stata su tutti Succession, arrivata alla seconda stagione grazie alla HBO. A trionfare oltre alla serie è stato anche il suo attore principale Brian Cox nel ruolo del patriarca della famiglia Roy.

Invece come tutti avevano pronosticato, è stata Chernobyl ha trionfare nelle categorie per la miglior miniserie o film e anche il suo attore Stellan Skarsgard che si è aggiudicato il globo d’oro come miglior attore non protagonista.

Un grande successo per la grande collaborazione HBO/SKY che oltre a essere il capolavoro televisivo dello scorso 2019 non torna a casa a mani vuote.

E ultima ma non meno importante la grandissima vittoria di Olivia Colman come miglior attrice protagonista in una serie Drama per il ruolo della regina Elisabetta nella terza stagione della serie targata Netflix The Crown. Unico premio per Netflix che nonostante abbia ricevuto numerosissime nomination se ne esce con poche vittorie.

Durante la cerimonia ci sono stati due premi alla carriera dati alla conduttrice e comica Ellen DeGeneres e all’attore Tom Hanks.

PARASITE E LA VITTORIA DEI REIETTI

Come non essere felici per la vittoria di Parasite come miglior film straniero, Bong Joon-Oh si è anche espresso in uno dei discorsi più belli e veramente d’impatto di tutta la serata. Ormai quasi certa anche la vittoria per gli Oscar, Parasite rimane una delle pellicole più belle e d’impatto degli ultimi anni. Un film che crediamo rimarrà negli annali del cinema molto a lungo.

L’unica nota un po’ fuori dal coro è stata la vittoria di Missing Link come miglior film d’animazione che questa volta a lasciato a bocca asciutta sia Disney che Pixar, entrambi con i loro sequel Frozen 2 e  Toy Story 4. Un bel cambiamento che ci fan ben sperare per il futuro, per pellicole d’animazione un po’ meno mainstream.

E parlando di sorprese, siamo rimasti tutti piacevolmente colpiti dalla vittoria di Taron Egerton per la vittoria come miglio attore protagonista in un film comedy o musical battendo attori del calibro di Eddy Murphie e Leonardo DiCaprio. Statuetta vinta grazie alla sua grandissima performance per il ruolo di Elton John nel biopic a lui dedicato Rocketman.

momento “siamo tornati tutti dodicenni” della serata

Film che si porta a casa ben due globi vincendo anche quello per miglior canzone con “(I’m Gonna) Love Me Again interpretata dallo stesso Egerton e da Elton John.

Sul fronte delle attrici abbiamo visto trionfare Renèe Zellweger come miglior attrice protagonista in un film drammatico e l’attrice orientale Awkwafina come miglior attrice protagonista in un film comedy o musical per il suo ruolo in The Farewell.

Il film di Noa Baumbach “Marriage Story” è riuscito a malincuore a vincere un solo premio dato a Laura Dern come miglior attrice non protagonista.

TARANTINO 3 – SCORSESE 0

C’è un grande vincitore indiscusso della serata e quello è Quentin Trantino che grazie al suo nuovo film C’era una volta a Hollywood si è aggiudicato ben tre Golden Globes. Il primo aggiudicato per la miglior sceneggiatura, riuscendo a battere Noah  Baumbach per Marriage Story.

Il secondo arrivato con la vittoria di Brad Pitt per il ruolo di Cliff Booth come miglior attore non protagonista, battendo Al pacino e Joe Pesci candidati entrambi per The Irishman. E successivamente aggiudicandosi il premio come miglio film comedy o musical. Una grande rivalsa per Tarantino che ci auguriamo sia ripetuta agli Oscar per il suo nono straordinario film.

E già come se le sconfitte di Al pacino e Joe Pesci non bastavano, Scorsese si è vista lasciare completamente a mani vuote da un film che in molti non avevano considerato, ovvero 1917 di Sam Mendes.

Da noi in Italia arriverà solo il prossimo 23 Gennaio, ma il film di Mendes ha già iniziato a far parlare di sé. Aggiudicandosi il premio alla  Miglior regia, premio che più di tutti credo abbia lasciato l’amaro in bocca a Scorsese, e quello per miglior film drammatico, 1917 è pronto a fare da front runner per gli Oscar.

E concludo con forse la vittoria che più mi ha emozionato ovvero il premio come miglior attore protagonista in un film drammatico a Joaquin Phoenix per il suo ruolo di Arthur/Joker nella pellicola Joker diretta da Todd Philips. Una vittoria super meritata quella di Phoenix che emozionatissimo nel suo discorso non smette di ricordare l’orribile situazione che attualmente sta accadendo in Australia.

È stata una cerimonia più snella e veloce degli anni precedenti, molto meno noiosa e con grandi nomi e soprattutto grandi serie e film ha rappresentarla.

Io vi ringrazio per aver letto fino a qui e ci tengo a dedicare l’articolo a Benny che oggi sarebbe dovuta essere qui con me a commentare e ridere della serata ma nonostante questo non sia potuto accadere è sempre con me in tutte le parole che scrivo ogni giorno.

Irene

Irene

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