MOONKNIGHT

Il 2021 e il 2022, cinematograficamente parlando, sono stati due anni fortunati per noi fan della Marvel. Possiamo vantare di aver avuto una Fase 4 piena di attenzioni che forse negli anni precedenti non c’era. L’hype che si è andato a creare è iniziato con Endgame, fino ad arrivare ad oggi con MoonKnight.

Fino ad ora abbiamo avuto: BlackWidow, Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, Eternals, Spider-Man: No Way Home e Doctor Strange nel Multiverso della Follia. Per quanto riguarda le serie, invece: WandaVision, The Falcon and the Winter Soldier, Loki, What if…?, Hawkeye e infine, Moonknight.

Al suo annuncio, è stata descritta come qualcosa di diverso dai soliti canoni Marvel con caratteristiche horror e pochi collegamenti con il resto della saga. Questo non significa che un giorno non lo vedremo insieme al resto della squadra, ma Moonknight ha raccontato una storia indipendente e ci ha presentato un nuovo lato dell’universo Marvel.

TRAMA

Steven Grant, appassionato di egittologia, soffre di un disturbo dissociativo dell’identità a causa del quale condivide il corpo con la personalità di Marc Spector, ex mercenario che serve come Avatar il dio della luna egizio Khonshu. Le due personalità sono costrette a collaborare e prendere consapevolezza dei loro traumi passati mentre cercano di fermare Arthur Harrow, Avatar della dea Ammit, intenzionato a risvegliare la divinità.

UNO, NESSUNO E CENTOMILA

Citare, o almeno parlare, di una malattia come il disturbo dissociativo dell’identità può essere un grande rischio; soprattutto se si vuole basare l’intero personaggio su questo. Nonostante sia stato fatto un lavoro egregio, anche da parte dello stesso attore Oscar Isaac, a volte sembrava tutto un po’ troppo. Ci sono momenti di tensione psicologica che analizzano cosa significhi non essere padroni della propria mente, e momenti che cozzano completamente.

UN MCU CHE SPAVENTA

Sangue, jumpscare e scene violente molto dirette sono elementi che raramente troviamo nel MCU, ma che abbiamo anche già visto in Doctor Strange nel Multiverso della Follia. Nonostante sia un prodotto adatto a tutti, si è voluto osare un po’ di più e il risultato non è dispiaciuto poi così tanto. Sul fronte registico c’è poco da dire, Moonknight funziona, soprattutto i giochi di specchi, e la gestione di luce ben riuscita.

Purtroppo, una pecca la troviamo nel personaggio di Harrow, interpretato da Ethan Hawke, che a differenza dei nostri precedenti villain sembra aver perso del tutto quel fascino che i cattivi hanno. Risulta essere un personaggio debole e le sue motivazioni sono l’unica cosa che lo rendono un minimo “accattivante”.

Chi risulta più affascinante invece, è il nostro MoonKnight. Partendo dal costume che per un supereroe è un marchio di fabbrica, super importante. E’ anche interessante vedere Oscar Isaac recitare con “se stesso”, nonostante alcuni cambi di ruolo abbiano portato alla confusione in certe scene. Detto questo, MonnKnight è stato presentato al meglio al grande pubblico, e non vediamo l’ora di vederlo in compagnia di altri eroi, in nuove avventure.

CONCLUSIONI

Nonostante la serie abbia dei alti e bassi, ha delle sequenze ed episodi davvero riusciti. Oscar Isaac è il punto di riferimento di questa serie, che ruota intorno alla sua presenza, e porta in scena uno dei personaggi più complessi del MCU. Action, horror e commedia si mischiano senza sosta, nonostante qualche elemento di trama non regga.

Quando MoonKnight entra in azione e si concentra sulle scene più intime e psicologiche riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo, e con il fiato sospeso fino alla prossima impresa.

Anna Maria

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