
Cari Spoilerinos,
ieri, 3 settembre 2025, il Lido ha vibrato come un cuore impazzito di passione, glamour e impegno civile. La nona giornata dell’82ª Mostra del Cinema di Venezia, guidata dal sempre instancabile Alberto Barbera, ha mischiato il talento italiano con storie dal peso universale, portando in scena Pietro Marcello, Valeria Bruni Tedeschi e un red carpet che non è stato solo scintille, ma anche messaggi da ricordare.
Pietro Marcello e il sogno chiamato Duse
Il momento clou è arrivato in Sala Grande, con l’anteprima di Duse di Pietro Marcello. Un film che ha fatto respirare poesia e fragilità, guidato da una magnetica Valeria Bruni Tedeschi nei panni di Eleonora Duse. Undici minuti di applausi (sì, li ho contati!) hanno confermato la forza di un’opera che è insieme ritratto e dichiarazione d’amore per la prima diva del teatro italiano. Bruni Tedeschi, emozionata, ha confessato: “Interpretare Duse è stato come entrare in un sogno”. E in quel sogno, ieri, ci siamo entrati tutti.
Non meno dirompente The Voice of Hind Rajab, docudrama palestinese che ha scatenato la standing ovation più lunga del festival finora: ventidue minuti di applausi e cori di “Free Palestine”. Il cinema che scuote, che non lascia indifferenti, e che trasforma la Sala Grande in un’arena di coscienza collettiva.
Scianna e Yaman: fuori concorso ma dentro al cuore
Fuori concorso, Ferdinando Scianna di Roberto Andò ha incantato con la potenza silenziosa della fotografia, mentre Can Yaman ha scaldato il pubblico ricevendo il Filming Italy International Award. L’attore turco, in piena modalità star, ha scherzato dicendo: “Venezia è più pericolosa di una giungla”. A giudicare dall’urlo dei fan, non aveva tutti i torti!
Red Carpet: eleganza e protesta
Sul tappeto rosso la magia ha incontrato l’impegno. Valeria Bruni Tedeschi, in Chanel color avorio, era pura eleganza neoclassica. Ma il colpo d’occhio che ha fatto discutere è arrivato dal cast di The Voice of Hind Rajab, con braccialetti e spille pro-Palestina: un gesto forte, semplice, incisivo. Poi Can Yaman, in Dolce & Gabbana, ha trasformato il red carpet in un concerto pop: flash, urla, selfie e un fan che quasi sfondava le transenne. Venezia non dorme mai.
Masterclass e nuove voci
Il pomeriggio è stato arricchito da una masterclass indimenticabile con Kim Novak, ancora capace di ipnotizzare una sala intera con il suo carisma. Intanto, la sezione Orizzonti ha dato spazio a Cotton Queen di Suzannah Mirghani, potente riflessione sulla condizione femminile in contesti patriarcali. E tra una proiezione e l’altra, La grande illusione restaurata di Jean Renoir ci ha ricordato perché il cinema è eterno.
Vita da Lido: caos, magia e spritz
Il Lido ieri è stato un circo meraviglioso: code infinite, vaporetti in ritardo, fan in delirio, spritz al tramonto e selfie improvvisati davanti al Palazzo del Cinema. Su X, un utente ha scritto: “Film che ti spezzano, star che ti incantano: Venezia è un frullatore di emozioni”. Non avrei saputo dirlo meglio.
Consiglio del giorno
Spoilerinos, se volete vivere la Mostra, ricordatevi tre cose: scarpe comode, tanta pazienza e la voglia di perdervi un po’. I biglietti corrono veloci su www.labiennale.org, quindi non aspettate troppo. Venezia non è solo cinema, è un’esperienza che si porta a casa come un segreto prezioso.
Il 3 settembre ci ha insegnato che la Mostra è un set infinito, dove puoi passare dalle lacrime di una standing ovation al sorriso isterico di una fan in delirio. E io, come sempre, ero lì in mezzo, a prendere appunti per voi.
Alla prossima proiezione… e fino alla prossima recensione!
— Alice 🎬✨
