NON È COLPA DELLA LUNA

Non è colpa della Luna – traduzione italiana dell’originale If We Were Villains – è il romanzo d’esordio di M.L. Rio, che come lei stessa si definisce, è un’autrice, ma prima di essere un’autrice era un’attrice e prima ancora di essere un’attrice era una nerd per le parole i cui migliori amici erano i libri.

“Si può giustificare qualsiasi cosa se la si rende abbastanza poetica”

Trama:

Oliver Marks è in carcere da 10 anni, accusato dell’omicidio di un suo compagno di college, il prestigioso istituto Dellecher, una delle migliori scuole di arte drammatica d’America che può vantare una retta mensile di ben 20 mila dollari.

Fine anni 90, Oliver fa parte di un inseparabile gruppo, insieme a Meredith, James, Wren, Filippa, Richard e Alexander, sono giovani, belli, ambiziosi e, come Oliver ribadisce più volte, Shakespeare è l’essenza vitale del loro piccolo mondo fatto di tragedie, feste e alcool. Ma qualcosa nel gruppo si incrina. I ruoli dei drammi che i giovani attori mettono in scena prendono sempre più spazio nella loro vita reale, ed emergono gelosie, invidie e rancori rimasti a lungo tempo nascosti fra le mura di pietra del college. Fino a quando, un freddo mattino di novembre, all’alba, uno di loro non viene trovato morto, annegato nel lago della scuola. Le indagini porteranno all’arresto e alla condanna di Oliver, anche se il primo a non essere del tutto convinto della colpevolezza del ragazzo è l’ispettore Colborne, lo stesso che dieci anni dopo, quando Oliver esce con la condizionale, lo attende fuori dal carcere per sapere finalmente la verità.

La fine di un microcosmo

È davvero difficile non pensare a Donna Tartt quando si legge questo romanzo, a Richard Papen e a Henry Winter. Quasi impossibile è non pensare all’ambientazione de L’Attimo Fuggente, le torri del college e la nebbia che avvolge tutto quando cala la notte. Però, nonostante i forti richiami, una trama tremendamente simile a Dio di Illusioni, questo libro è semplicemente splendido. Scorrevole, intelligente e delicato dove bisogna esserlo, una vera e propria tragedia shakespeariana che non lascia spazio ai sensi di colpa e alle debolezze. Un ritratto perfetto di un microcosmo che non sa ancora di essere prossimo al collasso, un ritratto perfetto di sei persone che crollano ancor prima di rendersi conto di quello che hanno fatto.

Gli attori della tragedia di M.L. Rio

“Gli attori sono per natura instabili: creature alchemiche composte di elementi incendiari, emozione ed ego e invidia. Surriscaldali, rimestali insieme, e a volte otterrai l’oro. Altre un disastro”

Il punto forte del libro è senza alcun dubbio la caratterizzazione dei personaggi, la cura che l’autrice dedica a ciascuno dei suoi sette protagonisti. Personaggi che sono il frutto di una semplice domanda che la scrittrice si è posta prendendo in mano carta e penna: “Se dovessi entrare in una stanza dove un gruppo di attori sta provando una commedia di Shakespeare, che personalità incontrerei?”

Richard, con le sue spalle larghe, sprezzante e con il ruolo del protagonista cucito su di lui come una doppia pelle è una di quelle personalità. Wren, piccola e gentile, la ragazza che quasi nessuno nota ma fondamentale per l’azione. Meredith, la ragazza di Richard, che sa di essere bella ma ha paura che oltre la bellezza le persone non vedano nient’altro in lei. Filippa, intelligente e ambigua come i suoi personaggi, l’elemento necessario affinché il loro microcosmo non collassi. Alexander, l’anima della festa con un carisma impossibile da trovare. James e Oliver, compagni di stanza e fondamentali l’uno per l’altro. James che ha paura di perdersi nei suoi personaggi e Oliver, la sua ombra inseparabile.

La storia di un segreto

Non è colpa della Luna è, inevitabilmente, la storia di un segreto. Un segreto che i nostri sei superstiti, e in particolare due di loro, sanno di non poter mantenere. La storia di un segreto che Oliver riuscirà a custodire per 10 anni in prigione mentre guarderà quelli che un tempo erano suoi amici andare avanti con le loro vite, proprio come voleva lui, o soccombere dinnanzi a quel peso troppo terribile persino per persone come loro, abituati a mentire con la stessa facilità con cui una normale persona respira. Allo stesso tempo però è una storia d’amore, un sentimento che verrà ammesso troppo tardi ma che Oliver si porterà con sé in prigione e, forse, fino alla fine della sua tragedia shakespeariana.

Voto: 9.5

Sara

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