OSCAR 2021

Questa notte si è tenuta la 93° edizione degli Academy Awards che, pur essendo stata un pelino più noiosa delle precedenti, passerà senza dubbio alla storia, non solo per il periodo storico in cui si è tenuta ma anche per i vincitori delle categorie più importanti.

Chloé Zhao è senza alcun dubbio la vera protagonista della serata. La regista cinese trentanovenne si aggiudica l’Oscar per la regia grazie al suo piccolo capolavoro Nomadland che si porta a casa anche l’Oscar per il miglior film e per la miglior attrice protagonista. La vittoria di Chloé Zhao fino a un anno fa sarebbe stata impensabile considerando che la categoria della regia era sempre stata dominata da uomini. Prima di Zhao, che diventa così la seconda donna a vincere un Oscar per la regia, solo un’altra regista (Kathryn Bigelow) era riuscita vincere come miglior regista nella la storia degli Oscar. Zhao diventa così anche la prima regista donna asiatica a vincere l’Oscar come miglior regista. Si spera ovviamente che la sua vittoria non sia un caso isolato e che presto i nomi di più registe possano comparire nella lista dei canditati alla statuetta per il miglior regista.

Emerald Fennell, attrice, regista e sceneggiatrice britannica, si aggiudica l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale per il film da lei scritto e diretto Promising Young Woman. Il film, che vede come protagonista Carey Mulligan, è stato candidato a ben 4 premi Oscar: miglior film, miglior regia, miglior attrice e miglior sceneggiatura originale.

Soul, diretto da Pete Docter e co-diretto da Kemp Powers, si aggiudica l’Oscar come miglior film di animazione e l’Oscar per la miglior colonna sonora. Il film danese Un altro giro di Thomas Vinterberg vince come miglior film straniero.

Laura Pausini, candidata all’Oscar per la miglior canzone originale grazie alla sua canzone Io sì, dal film La vita davanti a sé di Edoardo Ponti, resta purtroppo a mani vuote anche se non si può e non si deve parlare assolutamente di una delusione come molti giornali stanno già facendo.

A portarsi a casa la statuetta per la miglior attrice non protagonista è l’attrice sudcoreana del film Minari, Youn Yuh-jung; mentre Daniel Kaluuya vince l’Oscar come miglior attore non protagonista grazie alla sua performance in Judas and the Black Messiah. Due oscar meritatissimi per due film che però avrebbero meritato molto di più di quanto gli è stato dato.

Ad aggiudicarsi la statuetta come miglior attrice protagonista, come da previsione, è Frances McDormand, protagonista di Nomadland, diretto da Chloé Zhao.  Si tratta della terza vittoria per Frances McDormand che diventa così la seconda donna nella storia degli Oscar (dopo Katharine Hepburn) ad aggiudicarsi la terza statuetta.

L’ultima grande sorpresa è sicuramente la vittoria di Antony Hopkins – attenzione, non perché la statuetta non fosse più che meritata, perché diciamocelo, la sua performance in The Father è qualcosa di semplicemente sublime – dato che in molti davano ormai per scontata la vittoria come miglior attore protagonista al compianto Chadwick Boseman per ‘Ma Rainey’s Black Bottom. A ritirare il premio al posto di Hopkins, che ha preferito rimanere in Galles, è Joaquin Phoenix, che lo scorso anno, grazie al suo Joker, era riuscito a portarsi a casa il suo primo Oscar.

Quella di ieri, seppur diversa da quello a cui siamo abituati, è stata comunque una cerimonia non memorabile ma comunque piacevole, che è riuscita a mettere d’accordo (quasi) tutti.

Sara

Sara

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