THE PUNISHER

We are all lonely. I sometimes think that that is all that life is. We’re just fighting not to be alone.

La seconda attesissima stagione dell’antieroe Marvel per eccellenza é andata in onda su Netflix il 18 gennaio 2019.

La possiamo definire  letteralmente come un proiettile che non è stato del tutto in grado di centrare il suo bersaglio. La serie è ben fatta, ma mostra comunque delle difficoltà nel tener testa alla prima stagione.

TRAMA

Ma partiamo dall’inizio, il nostro Frank conquistata la libertà e una fedina penale immacolata prova ad andare avanti con la sua vita tenendosi lontano dai guai in Ohio. Come però già la seconda stagione di Daredevil ci aveva insegnato, in un modo o nell’altro i guai troveranno sempre Frank Castle, che ovviamente non farà nulla per evitarli, anzi.

In un bar incontra Beth, una donna in grado di portare alla luce una parte di Frank mai mostrata prima: la sua voglia di continuare a vivere senza restare malamente impigliato al suo passato.

Quel passato che per anni lo aveva obbligato a vivere in un vicolo buio che neanche la vendetta era stata in grado di illuminare.

Ovviamente però, la tranquillità non sembra poter esistere per Frank che si ritrova a dover salvare la vita ad Amy, una ragazza ricercata da un uomo che non sembra fermarsi di fronte a niente.

L’istinto protettivo di Castle ha la meglio e così la violenza torna sul suo cammino senza alcun preavviso. Ha inizio così la vera e propria trama che rende Frank una semplice marionetta i cui fili sono nelle mani di eventi casuali – a differenza della prima stagione dove era lui ad avere in pugno le redini della storia. Frank, pur essendo il protagonista della serie risulta solo una sorte di aiutante/ salvatore intento a combattere la guerra di un’altra persona.

Questa volta non si tratta più della vendetta di Frank Castle, ma di Amy.

Billy Russo: uno dei personaggi più attesi

In contemporanea assistiamo alla storyline di Billy che dopo lo scontro con Frank è rimasto sfigurato  e ha perso parte della sua memoria. Billy non ricorda più di essere colpevole della morte dei Castle, che lui stesso considerava come una famiglia, e per questo non riesce a spiegarsi perché Frank lo abbia ridotto in quello stato.

 Billy però è rimasto pur sempre Billy. Freddo, sadico e manipolatore come pochi sanno essere. Il suo personaggio riesce a conquistarsi la scena ipnotizzando lo spettatore con i suoi scatti di follia. Grazie all’aiuto di Krista, la sua psicologa, Billy riesce a scappare dall’ospedale deciso a ricostruirsi una vita e ovviamente a vendicarsi di Frank. Purtroppo, e sottolineo PURTROPPO, Billy e Frank condividono la scena solamente un paio di volte.

NUOVI E VECCHI PERSONAGGI

Nel corso della serie ritroviamo vecchi personaggi come Curtis e Dinah Madani.

Quest’ultima porta ancora i traumi della sparatoria alle giostre e si accusa di non essere stata in grado di uccidere Billy – diventato per lei una sorta di ossessione – quando ne aveva avuto l’occasione. Fortunatamente il personaggio di Dinah nel corso della stagione avrà un’evoluzione tutta in salita, riconfermandosi come uno dei migliori personaggi di The Punisher. Tra i vecchi personaggi mi sarebbe piaciuto rivedere Micro – di cui si sente tremendamente la mancanza – ma mi accontento comunque dei 10 minuti concessi in tutta la serie a quel personaggio magnifico che è Karen Page.

Nonostante la mia avversione per i nuovi personaggi, devo ammettere che John Pilgrim, un freddo quanto enigmatico uomo di fede che ci viene inizialmente presentato come il nuovo vero nemico di Castle, si è rivelato uno dei migliori della serie.

Anche Amy, grazie alla sua capacità di risultare sempre fuori posto accanto a Frank (ma alla fine sappiamo che il suo posto è proprio accanto a lui), rappresenta tutto ciò che è stato strappato alla vita di Frank: una famiglia. Proprio grazie a Amy emergeranno lati di Frank, del vecchio Frank Castle in versione papà super protettivo, che non ci era mai stato permesso di esplorare.

Una stagione non perfetta ma che si lascia guardare

Malgrado qualche scelta di sceneggiatura che poteva essere tranquillamente evitata, la serie è scorrevole – in particolare le ultime puntate che si guardano tutte d’un fiato – e ricca di colpi di scena.

Gli attori, soprattutto Ben Barnes che con questa stagione ha fatto un incredibile salto di qualità, si riconfermano uno dei punti più forti della serie, spostando l’attenzione dalle scelte di trama discutibili alle loro performance impeccabili.

Altro punto a favore della seria è sicuramente la soundtrack che sembra adattarsi come una seconda pelle ai vari personaggi.

Voto: 7.5/10

Sara

Sara

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