Venezia 2025 cala il sipario: Jarmusch trionfa, Servillo emoziona e il Lido festeggia fino all’alba

Cari Spoilerinos,
ho appena spento i riflettori (quasi letteralmente) sulla cerimonia di chiusura del Festival — e che cerimonia! Immaginate la Sala Grande, Emanuela Fanelli in versione showgirl romanesca, e un po’ di suspence sul Leone d’Oro che tutti volevano. Ecco com’è andata…

Jarmusch sbanca il Leone d’Oro con il suo “familiare”

Il Leone d’Oro è andato a Jim Jarmusch per Father Mother Sister Brother: un film sottile, quasi silenzioso, che ha pizzicato corde intime della famiglia senza grandi esplosioni. Un premio a sorpresa, ma meritato — tra applausi veri, non quelli da influencer. Jarmusch, con la modestia che lo caratterizza, ha detto: “Arte non deve per forza parlare di politica per esserlo.”

La giuria sceglie le voci più urgenti

Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria se lo è aggiudicato The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, il film che ha già commosso Venezia con una standing ovation di 23 minuti. La regista ha dedicato il premio alla Mezzaluna Rossa e alla memoria di Hind: cinema che non si accontenta, cinema urgente.

Il resto dei premi? Cinema, talento e cuore
• Migliore Regia: Benny Safdie per The Smashing Machine
• Miglior Attore: Toni Servillo per La Grazia — applausi e risate con il suo commento “Per chi crede ancora nel cinema… e nel mio barbiere!”
• Miglior Attrice: Xin Zhilei per The Sun Rises On Us All
• Premio Speciale della Giuria: Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi
• Miglior Sceneggiatura: À pied d’œuvre di Valérie Donzelli
• Miglior talento giovane: Luna Wedler per Silent Friend
• Leone del Futuro (opera prima): Short Summer di Nastia Korkia
• Premio del Pubblico – Armani Beauty: Calle Malaga di Maryam Touzani

Red Carpet… epico

Emanuela Fanelli è salita sul palco in Armani nero scintillante, un vero colpo di stile (9/10 per me). Poi la maschera si è fatta reale: Toni Servillo impeccabile in Zegna, Xin Zhilei in Dior rosso fuoco e la regista Kaouther Ben Hania con una spilla pro-Palestina che ha fatto parlare — e applaudire — tutti. E, sì, qualcuno ha provato a lanciare un cuore di carta alla Fanelli finendo per colpire un fotografo: proprio Venezia, no?

Party, polemiche e lacrime di gioia

Dopo i premi, cena e brindisi: Dwayne Johnson, Colman Domingo e molti altri hanno ballato fino all’alba tra bollicine e chiacchiere. Ma sui social non sono mancate le polemiche: “Giuria strana!” scrivevano alcuni, “Il Leone d’Oro… a un film così?” altri. Eppure, l’ondata di amore e applausi ha spazzato via tutto. Venezia 2025 ha messo il cinema al centro: quello che emoziona, quello che provoca e quello che resiste.

E ora… cala il sipario, ma non il ricordo

Il film di chiusura è stato Chien 51 di Cédric Jimenez con Valeria Bruni Tedeschi: un finale distopico che ha lasciato tutti a bocca aperta. Con ben 137 film presentati e una laguna che non ha dormito mai, Venezia 2025 si conferma faro internazionale del cinema.

Cari Spoilerinos, grazie di cuore per aver seguito con me questa edizione insolitamente intensa. Grazie per i vostri commenti, la vostra partecipazione, le risate via chat e quel senso di comunità che avete portato qui, fino al red carpet. Ci vediamo nel 2026 — ma intanto sorseggiate uno spritz sotto le stelle, pensate a questi giorni e… continuate a sognare.

Un abbraccio grande.

Alice

Alice

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