FLATLINERS

Inutile negarlo: almeno una volta nella vita abbiamo pensato a cosa vedremmo e vivremmo in una situazione post-mortem.
Cinque specializzandi in medicina, intenzionati a scoprirlo, decidono di dar vita ad un esperimento molto pericoloso, a tratti angosciante. Nel seminterrato dell’ospedale, munito di tutte le apparecchiature necessarie,

ognuno di loro a turno lascia che gli altri gli fermino il cuore per due, al massimo tre, minuti. Dopo quest’esperienza, anche i più scettici assistono agli effetti del risveglio delle funzioni cerebrali.
Ma, purtroppo, nessuno considera gli effetti negativi che un evento del genere potrebbe avere sulla vita quotidiana. Una volta tornati in vita, i ragazzi sono tormentati da tremende allucinazioni, e ricordi rimossi che ritornano a galla minando la loro stabilità mentale.

Remake di un film del 1990

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Sulla scia del film di Joel Schumacher, Niels Arden Oplev tenta di ricreare la sensazione di angoscia e sgomento che aveva suscita il format originale. C’è da dire, purtroppo, che non sembra esserci riuscito al 100%. Se il film di Schumacher rispettava i canoni dei tipici thriller psicologici, questo remake sfocia invece nella categoria dell’horror jump scare.
Ed è un peccato, perché nonostante la prima parte del film fosse molto interessante, la seconda perde il suo fascino proprio a causa dei jump scares legati alla vicenda (soprattutto se, come me, non amate gli horror).
Con questo, non voglio dire che non valga la pena vederlo, anzi. Però in un panorama cinematografico in cui l’horror sta riacquistando importanza e spessore, questo film del 2017 sembra quasi “scontato” per quanto riguarda temi e colpi di scena.

Note positive

Tuttavia, non è un film senza aspetti degni di nota.
Prima di tutto, menzione speciale al cast e alla recitazione. I cinque

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specializzandi sono infatti interpretati da Nina Dobrev, Ellen Page, Diego Luna, Kiersey Clemons e James Norton. Chi più, chi meno, è conosciuto al pubblico per i ruoli interpretati in famose serie tv o in altri film. La loro interpretazione è stata fenomenale, perchè lo spettatore riesce a cogliere ogni emozione grazie ai loro sguardi e alla loro comunicazione non verbale, gesti e atteggiamenti.
Altro fattore degno di nota: le riprese.
Effettuate minuziosamente, la regia ha scelto di dare molta attenzione a tutti i particolari riguardanti le esperienze fatte e i ricordi venuti a galla. Il focus rende giustizia anche a tutto ciò che riguarda il mondo medico, non lasciando nessuna ripresa al caso. Attraverso la minuziosità, sembra di vedere con i propri occhi le scene che passano sullo schermo.

In conclusione, seppur non è stato particolarmente apprezzato dalla critica, non è un film da buttar via. E’ vero: non è un film all’altezza del primo, ma alla fine si rivela comunque un buon film da guardare.

Voto: 6.5/10

Ilaria

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