FLAWED – GLI IMPERFETTI

Il coraggio non prende il sopravvento, ma combatte con fatica a ogni parola, a ogni gesto.

Flawed è uno di quei libri che scopri per caso e che in qualche modo riescono a sorprenderti. Prima di tutto è il primo romanzo ‘dispotico’ di una scrittrice famosa e conosciuta per i suoi romanzi rosa, Cecilia Ahern, che probabilmente ricorderete come l’autrice di titoli quali P.S. I love you o Love Rosie. Secondo, nonostante fosse stato pubblicato nel 2016, anno ancora abbastanza determinante per gli young-adult, non se ne parlò molto e non ebbi modo di scoprire qualcosa di più prima di comprarlo.

L’IMPERFEZIONE NELLA PERFEZIONE

In un mondo perfetto, di cui Celestine ha sempre rispettato le regole, l’imperfezione è punita severamente. A nessuno è permesso di commettere errori, perché la società è considerata ‘pulita’ da ogni tipo di difetto. La giovane protagonista, però, rischierà tutta la sua vita pur di fare quello che giusto, diventando di conseguenza una Fallata, posizione di cui porterà il marchio da un punto di vista fisico, sociale, ma anche e soprattutto mentale.

Il primo libro è del tutto concentrato su questa scoperta di un lato della persona di Celestine. Quello stesso lato che cerchiamo di opprimere quando vogliamo agire in modo istintivo, anche se ci potrebbero essere delle conseguenze. Flawed è un viaggio alla ricerca di una perfezione ormai perduta, di accettazione dei propri difetti e infine, della realizzazione che l’intera montatura sociale basata sul concetto di esemplarità e impeccabilità non può esistere in un mondo creato dagli stessi errori umani.

Proprio su questo punto prosegue la duologia della Ahern. Il secondo libro ‘Perfect’ ci conduce verso orizzonti più conosciuti, verso la rivoluzione, il nascondersi, il trovarsi all’improvviso un grande potere in mano. Cose, insomma, che abbiamo già visto in Hunger Games, Divergent, Maze Runner e potrei anche continuare.

Tuttavia Flawed e anche Perfect riescono a distanziarsi da queste saghe, che in un modo o nell’altro sono diventate iconiche. Cecilia Ahern, secondo il mio punto di vista, fa più leva su una situazione sociale attuale, nel quale cerchiamo sempre di arrivare ad una realizzazione, che rimane, appunto ideale e che nessuno di noi è in grado di completare in modo pulito, senza inciampare, senza cadere, senza nessuno sbaglio.

Siamo tutti esseri umani e l’imperfezione è parte di noi.

I FALLATI

Ho trovato molto interessante il meccanismo con cui il mondo di Flawed va avanti. Un sistema che non fa eccezioni, un sistema severo e che si considera giusto, a cui la gente ha dovuto abituarsi e da cui ha paura di staccarsi.

Importante è anche il cambiamento decisivo di una popolazione stanca di restare in silenzio, in correlazione con la presa di coscienza di Celestine di avere un potere e di poter fare qualcosa per cambiare la situazione.

Quello che la Ahern ci vuole far capire è che siamo tutti un po’ fallati. Nessuno può dirsi davvero la personificazione della perfezione e di questo dovremmo andarne fieri. Quello che ci ha reso ‘fallati’ è quello che ci rende più forte, così come dice la stessa autrice ad un certo punto. Questo, quindi, soprattutto in un libro di genere young-adult, è un bel messaggio da recepire.

E INFINE

Nonostante il primo libro sia strutturato meglio del secondo, è chiara la conclusione della duologia, che ci lascia con un finale che non dimentica, ma che si apre verso un futuro speranzoso.

Riuscirà Celestine a liberare i Fallati dai pregiudizi della società, donando nuovamente la libertà che spetta loro?

Scopritelo.

VOTO

8 / 10

Lascia un commento