LE TERRIFICANTI AVVENTURE DI SABRINA – terza parte

Dopo meno di un anno dalla seconda, la terza stagione de Le Terrificanti Avventure di Sabrina sbarca su Netflix e come già suggeriva il titolo è terrificante.

Ma per capire cosa è andato storto in questa terza parte dobbiamo per forza fare un piccolo passo indietro.

Dove eravamo rimasti…

La seconda stagione si concludeva con la cacciata di Satana, che si scopre essere niente poco di meno che il padre di Sabrina Spellman, dall’Inferno. A prendere la sua corona è Lilith, l’unico personaggio che non è stato rovinato con il trascorrere delle stagioni. Questa poteva considerarsi una fine degna per una seconda stagione che già aveva fatto storcere il naso, e invece no. Nick, che nella seconda stagione sembrava aver rimpiazzato definitivamente Harvey, resta imprigionato nell’Inferno e Sabrina promette di tornare indietro per liberarlo. Questa promessa faceva presagire una terza stagione incentrata sul salvataggio di Nick dall’Inferno e una possibile battaglia contro Lucifero, e invece no.

Quello che avrebbe potuto permettere a questa terza stagione di avere delle solide fondamenta iniziali viene liquidato in poco meno di un’ora di puntata.

Una Nuova Regina all’Inferno

Come si era già intuito dal finale della scorsa stagione e dei trailer rilasciati prima dell’uscita di questa parte, Sabrina diventa la nuova Regina dell’Inferno (e tutto questo sempre nella prima puntata) e Lilith si assume il compito di guidarla in questa nuova terrificante avventura. Precisiamo che senza Lilith, Sabrina sarebbe morta in un frigorifero ma per i creatori della serie invece è a quanto pare già pronta per regnare sull’Inferno.  Solo che nessuno all’Inferno vuole Sabrina Spellman come Regina, e come biasimarli?

Tema fondamentale di questa stagione è quindi il legame tra Sabrina e gli Inferi che si trasforma però in una riscoperta del personaggio di Sabrina. Un personaggio che nonostante sembri disprezzare l’Inferno non può più negare quanto in realtà ne sia attratta.

Da Greendale a Riverdale in un attimo

Seguendo l’onda del successo di quella “meravigliosa” serie che è Riverdale, i creatori di Sabrina hanno deciso di regalarci un altro teen drama ormai visto e rivisto che aveva cominciato a stancare già cinque anni fa. E da una serie come questa ci si aspettava molto di più. Sicuramente non ci si aspettava che Sabrina e Roz diventassero delle cheerleader, che Roz diventasse popolare e che il povero Harvey, non potendo sopportare la nuova popolarità della sua ragazza, si trasformasse in una brutta copia del classico ragazzo dall’ego fragile. Ma soprattutto credo che nessuno si aspettasse che, completamente dal nulla e senza una motivazione valida, i personaggi cominciassero a cantare. Cantare.

Ma continuiamo a cancellare serie valide, Netflix.

Una serie che fallisce anche dove è impossibile fallire

È proprio l’Inferno del nostro Dante a fare da sfondo a gran parte di questa stagione e proprio dalla sua opera la serie ricicla citazioni e frasi fatte fallendo anche in un semplice quanto misero lavoro di copiatura.

Dante, sweety. I’m so sorry

Quando la parte migliore della serie sono i “cattivi

Come se Sabrina non avesse già abbastanza problemi a cui pensare (un fidanzato traumatizzato, un ex fidanzato per il quale sembra ancora provare qualcosa, Padre Blackwood e Satana diventati migliori amici, ribellioni all’Inferno…) a Greendale arrivano anche i Pagani. A differenza della Congrega di streghe guidata da Zelda, la zia di Sabrina, i Pagani sanno esattamente cosa vogliono e come ottenerlo, ma sono soprattutto molto più potenti ed è stato quasi un peccato non vedere il loro piano realizzarsi.

Nella speranza che la quarta sia anche l’ultima stagione de Le Terrificanti Avventure di Sabrina, guardate Chiamatemi Anna.

Voto: 7 (per l’atmosfera)

Sara

Sara

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