MANIFEST

Manifest è un nuovo progetto televisivo della NBC ideato da Jeff Rake nel 2018.

TRAMA

La serie racconta del misterioso volo 828 della Montego Air. Il viaggio piuttosto turbolento dura per i protagonisti solo tre ore, ma al loro atterraggio si scopre che per il resto del mondo sono passati, non tre ore, ma cinque anni.

Inizia così per i protagonisti, alcuni dei 191 passeggeri, una vera impresa nel capire cosa gli è accaduto. 

UNA SERIE EVENTO

Durante la prima stagione Manifest è giunta a diverse conclusioni che hanno reso la serie un vero evento da non perdere.
Inizialmente, guardando i primi episodi, ci troviamo davanti ad un potenziale immenso, ad una serie tv che ha tanto da offrire e che potrebbe raggiungere i livelli di Lost. Molto spesso però più un progetto parte bene e più è difficile mantenere quel livello, finendo sempre per rovinare ciò che si ha iniziato. Ma con mio grande piacere, Manifest ha mantenuto quel livello, anzi, ha superato se stessa considerando il finale della prima stagione e iniziando ancora meglio la seconda.

LA CURA PER I DETTAGLI

Ciò che apprezzo in modo particolare di questa serie, oltre al genere fantascientifico, è il bene che dimostra nei confronti di ciascun personaggio. Ogni personaggio, anche quello secondario o addirittura le comparse, non vengono mai trascurati. Se la scrittura è curata quando si tratta dei personaggi, impedendo così che vengano dimenticati nel corso della storia, allora è quasi una certezza che la serie presti attenzione a qualsiasi tipo di dettaglio.

Lo stesso per quanto riguarda la scenografia delle scene nell’aereo, la quale è estremamente curata da sembrare reale e ovviamente menzione speciale a New York che fa da sfondo. Grazie alla scrittura della serie anche la città stessa cambia e assume diverse forme e colori a seconda del punto di vista dei personaggi, così da poterla vedere in diverse sfumature. Dai colori caldi ogni volta che i protagonisti sono in casa con i propri familiari, ai colori freddi ogni volta che sono soli e spaventati.

I PROTAGONISTI: LA FAMIGLIA STONE

I personaggi principali sono i fratelli Stone: Ben (Josh Dallas) e Michaela (Melissa Roxburgh), entrambi passeggeri del volo 828.
Ne approfitto per esprimere quanto sia felice di aver conosciuto Melissa Roxburgh come attrice, grazie a Manifest, perché si è dimostrata un’attrice coi fiocchi che si è fatta carico di un personaggio non facile, che se interpretato male sarebbe risultato solo la spalla femminile del protagonista, Ben. Al contrario Melissa è riuscita perfino a rubare la scena a Josh Dallas, quasi da definire lei la vera protagonista della serie.

IL TEMPO

A mio modesto parere ci troviamo davanti ad una serie tv che può essere definita come l’erede di Lost.
Tutt’ora Lost è considerata come la serie per eccellenza, caratterizzata da una narrazione non lineare e con più trame che si intrecciano. Ma ciò che ha reso Lost così riuscita è stato il fattore tempo e l’uso che si è fatto di esso. Lo stesso uso lo ritroviamo in Manifest

Il tempo è frammentato e abbiamo tre lassi temporali: il tempo del viaggio in aereo dei protagonisti, perciò il tempo che è trascorso per loro, ovvero tre ore; il tempo esterno della narrazione principale, ovvero 5 anni che continuano a trascorrere nel presente; infine il tempo futuro, ovvero 5 anni in avanti. 

Manifest sfrutta ciò che la meccanica quantistica e la relatività insegnano per costruire una trama originale e coinvolgente dall’inizio alla fine, senza errori e senza sbavature.

Come già detto, Manifest ruota intorno al concetto di tempo e senza giri di parole esprime come il tempo sia solo un costrutto della mente umana, un parametro matematico, e che in realtà non esiste. Grazie a questa premessa, Manifest ci presenta la storia di più persone che vivono esperienze in un tempo che considerano il loro presente, ma che in realtà non ha né linearità e né soggettività, come insegna Einstein.

CONCLUSIONI

In conclusione, appena uscita Manifest è stata definita come una serie semplice e che punta esclusivamente a catturare l’interesse dello spettatore. A mio parere Manifest è semplice quanto Lost, ovvero non lo è affatto se ci si vuole capire qualcosa. Ogni episodio è un colpo di scena e una novità e il coinvolgimento della fisica rende la serie ancora più interessante che senza dubbio cattura l’interesse di una categoria particolare di spettatori. Una categoria di spettatori che hanno la costanza e la voglia di apprezzare un progetto ben riuscito sotto ogni suo aspetto, apprezzando quindi anche il lavoro che c’è dietro e il bagaglio culturale che ti lascia.

10/10

Cami

Camilla

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