Non ho mai… seconda stagione

La seconda stagione di “Non ho mai…” è una delle novità più seguite di Netflix! 

È da pochi giorni uscita su Netflix la seconda stagione del teen drama statunitense “Non ho mai…”, con protagonista la giovane Devi Vishwakumar, adolescente di origini indiane, che frequenta un liceo americano ed è alle prese con i problemi quotidiani della sua età.
Titolo originale “Never Have I Ever…”, la serie ha debuttato nell’aprile 2020, da un’idea dell’attrice e scrittrice americana Mindy Kaling e ha avuto subito molto successo, tanto da essere rinnovata per la seconda stagione. Non sappiamo ancora nulla, invece, su una terza stagione, molto dipenderà dall’accoglienza di questi nuovi episodi, attualmente disponibili su Netflix.
Le prime due stagioni, di 10 episodi ciascuna, hanno come voce narrante il famoso tennista John McEnroe nel ruolo di se stesso, che racconta le vicende di Devi,  con leggerezza ed autoironia, regalando un tocco di creatività e simpatia in più alla serie. Accanto a Devi, interpretata da Maitreyi Ramakrishnan, ci sono le sue due più care amiche, Fabiola Torres (Lee Rodriguez), nerd appassionata di scienza ed Eleanor Wong (Ramona Young), eccentrica e amante della recitazione, la severa madre Nalini (Poorna Jagannathan) dermatologa e la bellissima cugina Kamala (Richa Moorjani), biologa.
Nella prima stagione le tre amiche vogliono elevare il proprio status sociale e cercare di diventare più popolari nel liceo; nella seconda stagione le migliori amiche si sono innamorate e hanno una rapporto di coppia, Devi, invece, è fortemente combattuta tra Ben e Paxton, i due ragazzi a cui è legata sentimentalmente. Ben è il primo della classe tanto quanto lei, studioso e ricco, Paxton è il ripetente popolare e sportivo, stella del nuoto.

Dagli inizi della serie fino alla fine della seconda stagione il personaggio di Devi subisce quotidianamente delle evoluzioni, grazie alle situazioni surreali in cui riesce sempre a cacciarsi, ai rapporti con gli amici, col sesso e l’amore e grazie ai consigli del padre scomparso, che lei porta sempre con sé; la protagonista cresce, si mette alla prova e impara a gestire le emozioni o almeno ci prova. 
Una divertente serie che non ha pretese di nessun tipo e mostra un bell’esempio di racconto basato anche sull’integrazione culturale, l’abbattimento delle discriminazioni, tutto trasmesso in un contesto piacevole e leggero.

Simona De Bartolomeo

Simona De Bartolomeo

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