ONE DAY AT A TIME

We’re all looking for comedy that numbs the pain, but “One Day at a Time” cultivates an intimacy and sense of belonging that goes a step further, introducing a level of genuine human happiness into the experience.” – New York Times.

VIVERE LA VITA, GIORNO PER GIORNO!

No, tranquilli: non vi trovate su un sito motivazionale o di aforismi, siete veramente su attentionspoilers.it! Ultimamente si parla molto di One Day At A Time, da qui l’introduzione super metaforica, serie Netflix Original di 3 stagioni di 13 episodi ciascuna.
Perché allora parlarne ora, magari vi chiederete.
Semplice: è una di quelle serie che ti cambia la vita.

TRAMA

Uscita sulla piattaforma a pagamento Netflix nel 2017 ma mai veramente pubblicizzata, la serie TV si concentra sulla quotidianità di una famiglia latino-americana composta da Penelope, madre single, Elena e Alex, figli adolescenti alla scoperta si sé e del mondo che li circonda, Lydia, spumeggiante nonna fiera delle sue radici cubane, e Schneider,  il vicino di casa – nonché proprietario dell’edificio – all’apparenza un po’ appiccicoso, ma con un cuore d’oro.
Reboot dell’omonima serie TV uscita negli anni ’80, all’apparenza potrà sembrare un format come tutte gli altri pieno di stereotipi sull’adolescenza e la vita in America, ma è molto di più.
Si affrontano temi di grande rilevanza sia dal punto di vista etico che sociale, il cui focus è posto principalmente su tematiche fin troppo attuali.
“Una serie pesante”, penserete voi. E invece no: gli hot topics vengono affrontati con molto tatto, in una resa che non risulta troppo pesante, ma nemmeno leggera.

SPAZIO ALLE RIFLESSIONI

Offre spunti di riflessione in modo talvolta provocatorio, ma sempre mostrando rispetto verso chi non la pensa nello stesso modo.
I temi affrontati riguardano argomenti molto attuali che risultano, purtroppo, essere soggetto di numerosi dibattiti socio-culturali: infatti, attraverso la caratterizzazione dei vari personaggi, si affrontano tematiche tra cui l’immigrazione, le dipendenze da sostanze stupefacenti e l’abuso di alcool, disturbi quali attacchi d’ansia e disturbi post-traumatici.
Ma non solo: è un viaggio alla scoperta di se stessi, all’accettazione del proprio genere e orientamento sessuale con la conseguente fierezza, ormai simbolo dell’orgoglio LGBT. Si parla di sessismo, misoginia e femminismo, spiegati in maniera semplice ma efficace.
Ma, soprattutto, nessuno di questi aspetti viene mai romanticizzato. Per fortuna.

COSA NE SARA’ DELLA SERIE?

Come suggerisce il titolo, la serie incita a vivere ogni momento della giornata senza pensare troppo a ciò che potrebbe accadere, di vivere ogni istante come se fosse l’ultimo perché potrebbe cambiare tutto in men che non si dica.

Assolutamente da vedere, nonostante Netflix abbia deciso di cancellarla il mese scorso a causa dei “bassi ascolti”.

Attualmente, esiste su Twitter il trend #SaveODAAT per lamentarsi della mancata pubblicità da parte di Netflix ed elencare i motivi per cui dovrebbe essere rinnovata.
Molti canali televisivi americani hanno cercato di acquistarla, ma Netflix sembra non volerne cedere i diritti.
Comunque vada, questa serie ha cambiato la vita a molte persone, me inclusa, e occuperà sempre un ruolo importante nel cuore di chi l’ha guardata.

VOTO: 9/10

-Ilaria

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