RED JOAN

Uscito nelle sale italiane il 9 Maggio, Red Joan segue la scia dei film biografici usciti recentemente, legandolo in maniera originale al genere del thriller.
Diretto da Trevor Nunn e distribuito da Vision Distribution e Cloud 9 Film, il cast vanta la presenza di Judi Dench e Sophie Cookson nelle vesti, rispettivamente, di Joan Stanley anziana e Joan Stanley giovane, e Tom Hughes, nei panni di Leo.

MA CHI E’ RED JOAN?

Partiamo da zero: nel 2000, Joan Stanley viene arrestata con l’accusa di essere una spia coinvolta nel passaggio di informazioni strettamente riservate durante la Seconda Guerra Mondiale. In particolare, queste sarebbero state inerenti alla fabbricazione della bomba atomica. Ma, soprattutto, si tratterebbe di una soffiata ai danni degli Stati Uniti, dunque a vantaggio dell’URSS.
Perché Red? Semplice, il rosso è il colore che si associa universalmente al comunismo, dottrina politica di base dell’URSS staliniana. Unendo questo aggettivo al suo nome si ottiene, appunto, il soprannome “Red Joan”.

Chiave di lettura alternativa

Red Joan si ispira alla storia vera di Melita Norwood (1912-2005), la cui vita viene però, inaspettatamente, romanzata. Nella realtà, Melita supportava il comunismo poichè garantiva alla società “cibo e prezzi che poteva permettersi, una buona educazione e un servizio sanitario.

Non potendo affrontare la questione direttamente a causa del legame fra UK e Russia, Joan diventa una ragazza sedotta dal comunista ribelle anglo-tedesco Leo e dallo scienziato Max Davis. Joan, spinta dall’amore, tradisce la sua patria per garantire la pace, facendo sì che i due blocchi entrassero in stallo per paura degli attacchi nucleari dal blocco opposto. In poche parole, Joan lotta per evitare che la Guerra Fredda diventi reale.

LA CRITICA SI DIVIDE

Come ogni film thriller, il pubblico si divide.
Da una parte, c’è chi l’ha reputato un film valido; dall’altra, invece, c’è dell’amaro in bocca.

Se la recitazione della Dench è senz’altro impeccabile, bisogna però far presente la romanticizzazione e la melodrammaticità che trasudano dalla pellicola. Si tratta di una scelta voluta, in modo da attrarre l’attenzione e i consensi del pubblico, oppure di uno sbaglio dovuto a dei buchi di trama.
Red Joan rappresenta un nuovo modo di raccontare il femminile come fattore base di un atto di eroismo, mai slegato dalla propria identità di genere. Joan non nega mai la sua identità per sopravvivere in una realtà ancora di base patriarcale. Al contrario, Joan cerca in ogni modo di realizzarsi a livello personale e di combattere per i propri ideali.
Tuttavia, le riprese non hanno messo in risalto al 100% questo aspetto della trama a causa delle tecniche utilizzate: tutto molto classico, si riesce quasi a prevedere cosa accadrà e si inquadrerà successivamente.

Insomma, manca di quel pizzico di originalità e trasgressione che ci si aspetta da un film sullo spionaggio nel 2019 per evitare di cadere nel banale.

VOTO: 6.5/10

-Ilaria.

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