SPECIAL

Per iniziare questa settimana vi parla della nuova mini-serie di Netflix, Special. Diretta da Jim Parsons questa è la storia di un ragazzo che “vive dentro due armadi”, infatti Ryan oltre ad essere disabile è anche gay.

LIVING, LAUGHING, LIMPING

Special è in tutto e per tutto una storia autobiografica; l’attore che interpreta Ryan altro non è che il Ryan reale, quello che ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza di essere “diverso”.

Questa sitcom si basa sul libro uscito nel 2015 dello stesso O’Connell “I’m Special: And Other Lies We Tell Ourselves“, nel quale Ryan svela la verità: il suo essere zoppicante non è il risultato di un incidente, ma di una paralisi cerebrale.

UNA SERIE TV E TANTI PICCOLI MONDI

In quei pochi minuti che possiamo vedere (le puntate durano circa 15 minuti!), però, riusciamo a capire anche quello che le persone intorno a Ryan provano, in particolar modo entriamo nel mondo di Karen, la mamma di Ryan, e di Kim.

La particolarità di questa serie è che affronta più problemi, è varia e si apre a più tematiche. Vediamo Ryan uscire dal suo guscio per diventare sempre più indipendente e trovare qualcuno che lo ami per quello che è, andando oltre alla sua disabilità.

Kim, la nuova migliore amica di Ryan, rappresenta quello che la società di oggi insegna a non amare: non è bianca e non è skinny. Pregiudizi che Kim affronta scrivendo articoli sull’amare se stessa e spronando Ryan ad amarsi così com’è, anche se in realtà è lei la prima a sentirsi a disagio.

Un altro personaggio importante è la madre di Ryan, una donna che ha rinunciato alla sua vita per il figlio ormai 28enne. Nel momento in cui tutto potrebbe cambiare per lei, Karen continua a mettere davanti i pensieri e le decisioni del figlio. Dopo anni passati da sola, la vediamo tentare di riprendere in mano le redini della situazione, fallendo miseramente.

Disabled people need to be empowered.

Special è assolutamente una serie special; mostra quella parte della società che spesso viene tralasciata o non accettata in quanto diversa. Difficilmente troviamo rappresentati ragazzi disabili, ragazze curvy, di colore, lgbt o madri single che devono crescere figli da sole.

L’obiettivo di O’Connell, il quale ha già lavorato in passato come scrittore (per Awkward o 90210), era proprio quello di portare sotto la luce dei riflettori la vera realtà, quella che spesso nelle serie tv o nei film viene nascosta.

LA REALTÁ DELLE COSE

Purtroppo, come per molte serie Netflix accade, neanche Special è stata pubblicizzata così tanto come invece meriterebbe e in un certo senso voglio prendermi la responsabilità di consigliarvi questa meravigliosa sitcom. 15 minuti non sono tanti, ma sicuramente cambieranno il vostro modo di vedere anche le piccole cose della vita, ad apprezzarle di più.

Spero con tutto il mio cuore che questa serie venga rinnovata, perchè il mondo ha bisogno di vedere la realtà sotto altri punti di vista, dando la possibilità anche alle “minoranze” di farsi valere.

I was in the closet about being gay, then I was in the closet about being disabled, and now no more closets.

VOTO:: 9,5/10

Mels.

Melanie

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