14/10/2026 0 Di Alice

FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2026: ALICE GIOCA IN CASA, E SI VEDE

Spoilerinos, ricominciamo. Ma stavolta non ho nessuna valigia da trascinare, nessun vaporetto da prendere e nessun volo da rincorrere. Io, a questa Festa, ci arrivo con i mezzi di sempre, imprecando contro il traffico come tutti i romani che si rispettino.

Perché Roma è la mia città. E quando il cinema bussa a casa tua, non puoi nemmeno dire che l’indirizzo ti era sconosciuto.

TREDICI GIORNI SOTTO IL SEGNO DI MONICA VITTI

Martedì 13 ottobre ha preso il via la ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma, che fino al 25 ottobre trasforma l’Auditorium Parco della Musica in una piccola capitale nella capitale.

Il volto scelto per l’immagine ufficiale è quello di Monica Vitti, e per una città che il cinema lo respira da sempre non potevano scegliere meglio.

A differenza di Venezia, qui l’aria è più da festa che da cerimonia. Si sente già nel nome. Qui il pubblico non guarda dal marciapiede, entra.

SI COMINCIA CON GENOVESE

Ad aprire le danze è Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese, nella sezione Grand Public. Centotredici minuti, tre coppie che non si conoscono e che vivono ciascuna chiusa nella propria routine.

Una routine protettiva, quasi una gabbia che ci si costruisce da soli per non guardare troppo fuori. Poi succede qualcosa di improvviso, e le tre storie si ritrovano a fare i conti con sentimenti e certezze che credevano al sicuro.

Genovese, lo ricordiamo, è l’uomo di Perfetti sconosciuti, il film più rifatto della storia del cinema, con circa cinquanta versioni nel mondo. E di Follemente, che nel 2025 ha guidato la classifica degli incassi italiani.

Insomma, uno che sa come far sedere le persone e farle parlare a lungo, all’uscita dalla sala.

UN CAST DA TAPPETO ROSSO

Sul red carpet della serata inaugurale erano attesi Stefano Accorsi e Vittoria Puccini, insieme a Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Lino Musella ed Edoardo Pesce. Con loro Claudio Santamaria, in una partecipazione speciale, e naturalmente il regista.

La cerimonia, alle 19 in Sala Sinopoli, è stata affidata a Ema Stokholma.

Chi non aveva l’invito per la serata ufficiale ha comunque avuto due occasioni per recuperare il film: alle 19 in Sala Petrassi e alle 20 al Teatro Studio Gianni Borgna. Ecco, questa è la Roma che mi piace, quella in cui la porta resta socchiusa anche per chi non è nella lista.

DUE PREMI CHE PESANO

La prima serata ha portato anche due riconoscimenti importanti.

Il primo è l’Industry Lifetime Achievement Award alla produttrice britannica Tessa Ross, candidata all’Oscar per Conclave e dietro titoli come 12 anni schiavo e La zona d’interesse. A consegnarglielo, Edward Berger, che Conclave l’ha diretto.

Il secondo è il debutto del Banca Ifis Music Award, che va a Nicola Piovani, Oscar per La vita è bella e autore di oltre duecentocinquanta colonne sonore. A premiarlo, Marco Bellocchio, con cui collabora dai primi anni Settanta.

Due carriere che parlano da sole. Io, se dovessi riassumere le mie in due righe, avrei qualche difficoltà.

IL MARE ALL’AUDITORIUM

Per chi ha preferito un percorso più defilato, alla Casa del Cinema è partito il tributo a Jacques Perrin, con la proiezione di Océans e l’apertura della mostra Jacques Perrin. L’eterno ragazzo, costruita con i materiali privati ritrovati dalla famiglia.

È anche il primo titolo di Gocce di cinema, un ciclo di otto film nato con Acea sul legame tra acqua e grande schermo. Un’idea che a Roma, città di fontane e di Tevere, calza a pennello.

E QUINDI, SPOILERINOS

Il primo giorno è sempre un antipasto, e questo ha tutta l’aria di un menù lungo e ben fornito. Io intanto ho già un piano: vedere tutto, dormire poco e fingere di non stupirmi quando, tra una sala e l’altra, qualcuno mi chiederà indicazioni in una città che dovrei conoscere a memoria.
Oggi si prosegue. Io sono già in zona, tanto casa mia è dietro l’angolo.

Ci vediamo all’Auditorium, Spoilerinos.

Alice