FESTA DEL CINEMA DI ROMA, GIORNO DUE: VERDE ACIDO SUL TAPPETO, UN PAWLIKOWSKI DA CANNES E IO CHE FACCIO L’APERITIVO AL MAXXI (PER LAVORO, GIURO)

Parto da quello che ho messo a fuoco meglio, cioè i film che si sono visti (o si sarebbero dovuti vedere, se avessi il dono dell’ubiquità).
LA PRIMA SERATA DI PAWLIKOWSKI
Alle 18:30 era in programma Fatherland di Paweł Pawlikowski, nella sezione Best of 2026. Se il nome vi suona, è lo stesso di Ida e Cold War, e questo è il terzo tassello di quella che si può considerare una trilogia in bianco e nero.
La storia segue Thomas Mann, premio Nobel per la letteratura, e la figlia Erika, attrice e scrittrice. Estate 1949, Guerra Fredda al culmine, un viaggio in Buick nera da una Francoforte sotto l’influenza americana fino alla Weimar sovietica. Un padre che torna in una Germania spezzata dopo sedici anni di esilio, e una famiglia che si spezza insieme al paese.
Il film arriva a Roma dopo il premio per la miglior regia a Cannes 2026. Il cast comprende Sandra Hüller, August Diehl e Hanns Zischler. E tra i produttori c’è Edward Berger, che avevamo già visto sul palco l’altra sera a consegnare un premio. A Roma, evidentemente, i cerchi si chiudono in fretta.
Ah, e venerdì 16 Pawlikowski sarà protagonista di una masterclass in Sala Petrassi. Io intanto mi segno l’orario.
IL SOGNO MESSICANO DI DIEGO LUNA
Nel concorso Progressive Cinema è passato Ceniza en la boca, quarto lungometraggio di Diego Luna, che molti conoscono per Andor. Il film nasce dal romanzo del 2022 di Brenda Navarro.
Seguiamo Lucila, giovane messicana, in una migrazione senza sosta: dal Messico a Madrid, a Barcellona e di nuovo indietro. Una vita che lei cerca lontano da un paese dove i ragazzini continuano a sparire. Sua madre era emigrata in Spagna per regalare a lei e al fratello qualcosa di meglio, e Lucila sta ancora cercando di capire quanto fosse lontano, quel “meglio”.
Non è un film leggero, ma a Roma c’è spazio anche per questo.
TRA GLI ALTRI TITOLI DELLA GIORNATA
Il programma ha messo in fila parecchio altro. Je so’ pazzo, nella sezione Grand Public, firmato da Nicola Prosatore con Massimiliano Caiazzo, Mariasole Pollio e Antonia Truppo. Skateboarding Is Not for Girls di Dina Duma, in Progressive Cinema. Memoriae di Cosimo Alemà e Isabella Aguilar. E Radici di Nicola Rafele Ravera, con tra i produttori Valerio Mastandrea.
In serata, spazio al documentario Fuksas – Da tutta la vita, in cui Elisa Fuksas racconta il padre Massimiliano, architetto, con la moglie Doriana Mandrelli e l’altra figlia Lavinia al centro della scena. Un ritratto di famiglia che, a giudicare dai nomi, rischia di non essere per niente freddo.
E poi c’è VisionQuest, la serie Marvel con Paul Bettany, che alla Festa arriva con i primi due episodi e, a quanto annunciato, una anticipazione in prima mondiale del terzo. Per chi ama i supereroi, un appuntamento.
IL RED CARPET: VERDE ACIDO E CAMICIE DISCUTIBILI
Passiamo al lato che amo di più, quello dei look.
Il tappeto rosso era dedicato a Clementine Orange, film di Lisa Forslund nella sezione Freestyle, e a Brianza di Simone Catania, in concorso a Progressive Cinema. Quest’ultimo, ispirato a un efferato fatto di cronaca nera del 2010, in piena crisi economica.
Marina Rocco, tra le protagoniste di Brianza, ha portato un po’ di brio con un abito plissettato e leggerissimo in un verde acido deciso. Bob biondo e rossetto rosso hanno completato un effetto Marilyn che, sul tappeto, non è passato inosservato.
Paolo Pierobon e Fausto Russo Alesi hanno affrontato i fotografi come due compagni di avventura: Pierobon in blu, Russo Alesi in nero, divertiti e divertenti.
Mentre Erik Enge ha scelto una camicia a disegni optical che, diciamolo, non è la miglior amica del red carpet. Ma è sempre bello vedere un giovane attore osare, e di questi tempi è una rarità: prendiamolo come un complimento al coraggio.
LA FESTA NON FINISCE AL TAPPETO ROSSO
E arriviamo alla mia parte preferita, quella dopo le proiezioni. Fino al 24 ottobre, il Mediterraneo al MAXXI si trasforma ogni sera, dalle 18:30 alle 24, nell’hub WeMeet, con aperitivo e dj set. Un posto informale dove chi vive la Festa incontra chi vive Roma.
Ci saranno anche tre serate speciali: il 17 ottobre all’Edition, il 21 a W Rome e il 24 al Seen. Lo slogan è chiaro: nel 2026 la Festa non finisce al red carpet.
Io, per dovere di cronaca, ci farò un salto. Vi darò un parere sull’aperitivo con la serietà di un’inviata, e con la sete di una romana.
E QUINDI, SPOILERINOS
Secondo giorno, e Roma sta già facendo quello che le riesce meglio: mescolare il cinema alla vita. Un Pawlikowski da Cannes, un Luna da Progressive Cinema, un verde acido che si fa notare e un aperitivo al MAXXI che ti ricorda che a questa città piace tenere la porta aperta.
Domani si va avanti, io intanto tengo i piedi sul tappeto e la testa sul prossimo film.
Ci vediamo domani all’Auditorium, e poi, magari, al MAXXI.
Alice
