APOSTOLO

SINOSSI

Film diretto da Gareth Evans, ambientato nel 1905 dove l’ex missionario Thomas Richardson (Dan Stevens) si reca in incognito su un’isola remota nel tentativo di salvare la sorella, presa in ostaggio da un misterioso culto religioso in attesa di un riscatto per la sua liberazione. Il leader di questa setta ambigua, il pastore Malcolm (Michael Sheen) è anche il fulcro dell’intera comunità, cui le radici affondano in un enorme e macabro segreto.

UN HORROR?

Come spesso accade davanti a questo genere di film sono scettica. Si professano come film dell’orrore ma alla fine della fiera sono solo dei thriller che faticano ad uscire fuori come tali, rimanendo in bilico tra i diversi generi, senza riuscire come dovrebbero in nessuno di questi. Apostolo, invece, è stato in grado di stupirmi proprio in questo frangente. Secondo il mio personale gusto non fa paura nel senso più concreto ma crea un’atmosfera decisamente inquietante, intrinseca di mistero e oscurità. Tutto sull’isola è sospetto, abitanti compresi, e attraverso gli occhi del protagonista (anche lui in lotta con i suoi demoni) viviamo da una prospettiva esterna usi e costumi al limite dell’assurdo. Egli cerca di mimetizzarsi in questo nuovo ambiente ostile e artefatto per tutta la prima metà del film, lasciando intuire allo spettatore che qualcosa non va e che il rapimento della sorella nasconde un pretesto ben più ampio.

Le atmosfere, la fotografia e i paesaggi spogli della fredda Finlandia mi hanno ricordato il particolarissimo horror di Robert Eggers, VVITCH, forse anche per la pesante nota di mistero che avvolge tutto il film e che esattamente come in Apostolo viene rivelata solo alla fine, senza lasciare però le risposte al sole e in bella vista.

Concretamente parlando, l’ultima parte del film prende una svolta decisamente più orrida, lasciando spazio ad un gore che mi ha ricordato decisamente videogiochi dello stampo di Silent Hill e Outlast, dove creature non esattamente ben identificate danno la caccia al protagonista.

Quindi sì, questo è decisamente un horror. Non fa tremare di paura ma instaura nello spettatore un senso di ansia, soffocamento e inquietudine che io personalmente ritengo fattori essenziali per la riuscita di un film di questo genere.

CONCLUSIONI

Io da questo film non mi aspettavo nulla. L’ho trovato per caso nel catalogo di Netflix tra tutte le trashate sotto la categoria “horror” e dunque ho deciso di dargli una chance, cosa che dovreste fare anche voi senza alcun dubbio. Se non per la trama quanto meno per la fenomenale performance di Michael Sheen (Good Omens cof cof) e del resto del cast.

Purtroppo questo è un genere che negli ultimi anni è caduto in un limbo ristagnante e ormai basta davvero poco per lasciarmi una buona impressione ma è comunque fondamentale mostrare supporto per quei registi che quantomeno provano ad uscire dagli stereotipi e dai cliché del genere.

Voto: 7,5/10

Alicia.

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