JOHN WICK 3: PARABELLUM

JOHN WICK: LA SAGA

Il terzo capitalo della miglior saga action contemporanea, firmata Stahelski con protagonista l’eccelso e immortale Keanu Reeves, ha il coraggio di osare, spingendosi in meandri sempre più complessi e ampi. Citando Wikipedia: “In fuga con una taglia da 14 milioni di dollari sul capo, il celebre sicario John Wick cerca di sopravvivere dopo aver perso la protezione del Sindacato degli Assassini per aver commesso un delitto tra le mura dell’Hotel Continental di New York.”

La saga di John Wick è cresciuta insieme al personaggio stesso, partendo da quella che sembrava essere una battaglia in solitaria guidata dalla sete di vendetta, ad un’escalation dai caratteri mafiosi che ha rivelato la reale natura dell’universo di cui il nostro (anti) eroe fa parte.

Quella di Stahelski è una saga solida, come non se ne vedevano da un pezzo, specialmente in questo genere pretenzioso e inevitabilmente ripetitivo. Esagero, forse, nel dire che la costruzione lineare e coerente di questo franchising si sta rilevando essere un po’ il Die Hard dei tempi nostri. Il cinema d’azione tende spesso a cadere nel cliché, appoggiando la sua tecnica narrative su scene di combattimenti seguiti da telecamere nauseabonde e frenetiche, che estirpano il senso stesso del loro fine.

E poi c’é John Wick, dove il lavoro strepitoso degli stuntman e degli attori stessi viene esaltato con riprese fluide, ordinate e che non lasciano alcun dubbio all’immaginazione. Se vado al cinema a vedere un film di questo tipo mi aspetto di godermi ogni pugno e mossa acrobatica come si deve, senza trucchetti ottici o mal di mare conseguenti e, anche in questo, Parabellum eccelle.

L’ESTETICA

Questo film è… bello. Dall’inizio alla fine, studiato nei minimi particolari perché segua un filo estetico: dai monumenti, alle luci, ai costumi; persino il sangue e le teste sfracellate sono, semplicemente, belle.

Parabellum è così bello da guardare che ti immerge in questo universo totalmente estraneo alla tua vita normale ma senza mai scadere nel ridicolo, perché tutto rimane verosimile. Perché lui è Jogn Wick, è un uomo, ma può fare qualsiasi cosa… compreso andarsene a cavallo in giro per New York e gironzolare in completo elegante nel deserto.

L’adrenalina, in questo terzo capitolo, non scende mai, accompagnata da musiche spettacolari di stampo classico che danno una marcia in più all’opera finale. Ogni singolo regista d’azione là fuori dovrebbe imparare dal modo magistrale in cui Stahelski ha gestito un film che non ha nessuno scopo filosofico o moralizzante; egli ci mostra una realtà fattibile arricchendola di dettagli che non potranno che lasciare a bocca aperta.

I VERI PROTAGONISTI

Durante un film d’azione ti aspetti di vedere delle sparatorie e dei combattimenti avvincenti, senza dubbio, ma quello che non ti aspetti è che i protagonisti di queste scene siano dei… cani. 

Esatto. Cani.

Se all’inizio della saga il cane era il pretesto per cui John Wick sembrava perdere la testa, in questo nuovo capitolo saranno i cani stessi ad aiutare il nostro prode combattente, addestrati da un’ in formissima Halle Berry che, per bearci della sua strepitosa performance si è addirittura rotta tre costole sul set.

CONCLUSIONI

In breve quindi, questo film stupisce, distaccandosi dai cliché del suo genere ed elevandosi a miglior titolo della saga, fin’ora… Eh sì, fin’ora.

Il finale, decisamente aperto, ci lascia intuire che presto nelle sale arriverà un altro John Wick, così che nel mentre. tutti abbiano il tempo di recuperare questa elettrizzante trilogia.

Voto: 9/10

Alicia.

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