MODERN LOVE

Le storie d’amore restano il “guilty pleasure” anche dello spettatore meno sospettabile, che piange fiumi di lacrime ogni volta che riguarda “Notting Hill”. Ciò che rende l’amore un tema così riproposto in film, serie tv o libri è il suo essere universale, un’accezione che al suo interno contiene ogni tipo di forma e sostanza. Non importa come lo si presenti o con quali variabili, le storie d’amore non smettono di colpirci e coinvolgerci proprio perché è facile rivedersi in gesti e parole.

Lo sa bene John Carney, scrittore e ideatore di questa serie tv a otto episodi presentata sulla piattaforma Amazon Prime. Ma l’ispirazione di Carney non deriva dalle centinaia e centinaia di libri e film dedicati al genere, ma alle vere storie di uomini e donne in carne e ossa. Gli episodi si sviluppano infatti a partire da una rubrica proposta dal New York Times intitolata, per l’appunto, “Modern Love”. I newyorkesi avevano infatti la possibilità di raccontare le proprie avventure amorose, condite con una buona dose di ironia e schiettezza.

É così che si presenta la serie antologica, che si premura di strappare una lacrima e una risata via via che gli episodi si susseguono, che colpisce perché racconta un mondo non lontano dal nostro e le storie di sentimenti che ci sembra di sentire sulla nostra pelle. Forse, perché è così.

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TAKE ME AS I AM, WHOEVER I AM

L’amore è dunque uno di quei temi che funziona dappertutto, che piace a tutti, che non stanca mai. Eppure, non è esatto. Non basta avere un argomento di partenza di cui parlare, è necessario saperlo sviscerare per renderlo il meno stereotipato possibile, e con un tema chiave come l’amore cadere nello stereotipo risulta quasi d’obbligo. Alcuni episodi della serie, infatti, fanno alzare gli occhi (seppur pieni di lacrime) al cielo, proprio perché non sembrano avere la morsa necessaria per non cadere nel “già visto”.

Ciononostante, per ogni numero pari ce ne è sempre uno dispari, ed episodi che lasciano il segno in questa miniserie non sono certamente pochi. Ne è un esempio “take me as I am, whoever I am” il cui pregio sta nell’avere come soggetto l’amore ma solo come cornice, perché il cuore dell’episodio resta la sua protagonista Lexi, interpretata dalla splendida Anne Hathaway.

Con estrema delicatezza l’episodio tratta del disturbo bipolare che colpisce Lexi, che non le permette di vivere la vita e l’amore come desidererebbe. La sua sembra essere “una vita a metà”, da un lato scintillante e superba, dall’altra solitaria e desolata. E solo appena sveglia scopre che parte di sé dovrà affrontare. Un argomento tutt’altro che semplice, specialmente da rappresentare, ma quantomai contemporaneo. Insegna che un mondo affrontano da soli diventa inaffronatabile e di come l’amicizia (una delle tante forme dell’amore), renda l’esistenza meno amara. Chiedere aiuto e mostrarsi per quello che si è, resta una delle azioni più angoscianti ma più coraggiose da compiere, e Lexi ci mostra come possa davvero cambiare la propria vita.

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NEW YORK, NEW YORK

Dalla giornalista che assume le sembianze di cupido al portiere che diventa il tuo migliore amico, da una giovane donna affetta dai cosiddetti “daddy issues” a una coppia annoiata e in crisi, “Modern Love” non lascia niente al caso e tratteggia le vite e le storie di protagonisti disparati le cui vite si intrecciano sullo sfondo della città che non dorme mai, New York.

La città diventa il fil rouge che interseca le vite dei personaggi, è luogo di scoperta e di nascita di un nuovo amore, è il luogo dove due persone che già si conoscevano forse hanno bisogno di conoscersi meglio per stare l’una al fianco dell’altra. La caotica e assordante città si zittisce, per lasciare spazio a quelle storie che diventano il motore e il cuore della stessa New York.

E le storie che si susseguono altro non sono che dei frammenti di vita, che nascono in un bar o in un ospedale, ma non è importante il luogo quanto chi le vive. E noi spettatori stessi le percepiamo sulla nostra pelle, perché queste storie diventano la finestra sulla quale ci affacciamo verso un mondo che forse abbiamo già vissuto, o che forse siamo troppo timorosi di affrontare. Ma ciò che dà davvero anima a questa serie e che sarebbe altrimenti classificabile come qualcosa di “già visto” o “già sentito” è il sapere che queste esperienze siano reali, vissute da uomini e donne che provano il nostro stesso dolore e la nostra stessa gioia, che commettono errori o atti di coraggio.

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“Modern Love” è senza dubbio un buon prodotto, con un cast che ben si adatta alle situazioni che vengono rappresentate, con una menzione speciale sicuramente ad Anne Hathaway, Dev Patel e Andrew Scott (protagonista di “hers was a world of one”). Alcuni episodi sono senza dubbio altalenanti, mentre altri non possono non colpire e commuovere. Ma siamo noi stessi a scegliere quali siano le storie che meglio ci rappresentano e che più ci coinvolgono, perché incarnano in parte la nostra storia, i nostri dolori e le nostre gioie.

VOTO 7.5/10

Vittoria

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