ALFRED HITCHCOCK – cinque film del maestro del brivido da recuperare

Lo scorso 29 Aprile, in un periodo in cui le notizie relative all’emergenza sanitaria monopolizzano l’attenzione, moltissimi canali televisivi hanno reso omaggio a uno dei registi che non solo ha fatto la storia del cinema, ma che l’ha trasformata per sempre.

Il 29 Aprile del 1980, all’età di 81 anni si spegneva a Los Angeles Alfred Hitchcock. Come testamento a tutti coloro che hanno amato e continuano ad amare il cinema, lascia più di 85 film, girati tra l’Inghilterra e gli Stati Uniti. Una collezione di opere che spaziano dal thriller al giallo, dalla commedia all’horror e che dimostrano la devozione vitale che animava Hitchcock, dedicando tutta la sua vita alla settima arte.

Considerato per decenni un autore di serie b, venne riscoperto solo durante il movimento francese della Nouvelle Vague, che nei cosiddetti “Cahiers du cinéma”, riviste dedicate alla cinematografia, elogiava le sue pellicole, incoronandolo uno dei più grandi registi dell’epoca.

“Hitchcock not only intensified life; he intensified cinema.” scriveva di lui l’amico e regista francese François Truffaut, uno dei volti più iconici della Nouvelle Vague. Talmente affascinato da Hitchcock da dedicargli un’opera, “il cinema secondo Hitchcock”, nata a seguito di un’intervista tra i due registi durata più di una settimana. In questo splendido volume, Hitchcock si racconta senza filtri, dedicando spazio e tempo a ogni pellicola da lui realizzata.

In una lista che vanta quasi novanta film, in questo articolo presenterò cinque pellicole che mostrano l’impronta cinematografica di Alfred Hitchcock. Ecco dunque, cinque film del maestro del brivido da recuperare.

NODO ALLA GOLA

Nodo alla gola: un'analisi del film di Alfred Hitchcock ...

É il 1948, anno in cui Alfred Hitchcock decide di affrontare una doppia sfida nel campo cinematografico. “Nodo alla gola” (“Rope”, è il titolo inglese), è infatti il primo film del regista realizzato a colori, nel quale Hitchcock decise di adottare l’utilizzo di un (finto) piano sequenza. La pellicola, della durata di un’ora e venti, sceglie come unità di luogo un appartamento, nel quale vive una coppia di ragazzi. Sin dai primi secondi di film diventa chiaro chi sia l’assassino, stravolgendo le regole tipiche della suspense cinematografica.

Il corpo dell’innocente ucciso con, per l’appunto, un “nodo alla gola” non abbandona mai la scena, ma solo l’assassino è consapevole della sua presenza. L’assenza è sempre stato un tema chiave del cinema hitchcockiano, un’assenza che diventa sempre più tangibile, sempre più concreta. Con “Nodo alla gola” Hitchcock dimostra le sue immense abilità registiche e di storyteller, regalando anche a uno dei suoi attori feticcio, James Stewart, una parte memorabile. Una delle pellicole più affascinanti e coinvolgenti del regista.

VERTIGO

I Sessant'anni di Vertigo | BonCulture

Presentando Alfred Hitchcock diventa impossibile non citare uno dei suoi più grandi capolavori, che vede protagonisti Kim Novak e James Stewart. In questa pellicola del 1958 Hitchcock gioca costantemente con lo spettatore, che continua inevitabilmente a chiedersi cosa sia reale e cosa sia fantasia. Ci si muove sugli stessi passi incerti di Scottie (Stewart), che si innamora di una donna che sembra intangibile come un fantasma.

Una pellicola densa e ricca di dettagli, dove ogni elemento diventa una chiave per ricostruire una storia che sembra divisa a metà, che si arresta nel suo compiersi per poi ripartire nuovamente. Niente è lasciato al caso in un film di Hitchcock, e in “Vertigo” anche un quadro, un monile, dei capelli finemente legati in una crocchia raccontano più di quello che sembra. Anche gli elementi cromatici fungono da indizio per meglio comprendere l’anima e la psicologia dei personaggi messi in scena e di come siano costantemente mutevoli e irraggiungibili.

IL DELITTO PERFETTO

Scoprendo Hitchcock - poesia della suspence con 'Il delitto ...

Il titolo dato a Hitchcock di “maestro della suspense” non è certamente casuale: nessuno come lui è in grado di costruire una storia complessa e ricca di colpi di scena, in grado di lasciare col fiato sospeso. Con “il delitto perfetto” (“Dial M for murder”, il titolo inglese), il regista ritorna all’unità di luogo, ambientando questa pellicola dai toni rocamboleschi in un appartamento. La cui inquilina altri non è che la diva “ghiaccio bollente” più famosa del cinema di Hitchcock: la splendida Grace Kelly.

Un ex tennista, miliardario e annoiato, decide di assoldare un vecchio compagno di scuola per organizzare un apparente “delitto perfetto”, cercando di uccidere la moglie senza però pagarne direttamente le conseguenze. Il piano però, non va a buon fine e il miliardario si troverà a fare i conti con un abile ispettore che sembra cogliere ogni maldestro dettaglio che l’assassino non è stato in grado di evitare. Si tratta di un’altra pellicola all’avanguardia per Hitchcock, che tentò di dare un taglio tridimensionale alla pellicola, posizionando la macchina da presa più in basso possibile rispetto alla scena, dimostrando ancora una volta quanto sfruttasse appieno il mezzo cinematografico.

LA CONGIURA DEGLI INNOCENTI

La congiura degli innocenti | Film di Alfred Hitchcock | Pills of ...

Hitchcock, nella conversazione con Truffaut, lo considerò uno dei film che più ha amato girare. E in effetti da questa pellicola del 1955, a colori, sembra quasi tangibile la mano elegante e schietta tipica della scrittura hitchcockiana. In questa pellicola la trama appare quasi secondaria, con il regista che invece si diverte a dipingere al meglio i quattro protagonisti di questa paradossale vicenda, che vede come incipit la scoperta di un corpo in una cittadina americana di periferia.

Questo film lanciò la carriera di una giovane Shirley MacLaine, che in questa pellicola interpreta una graziosa giovane madre che sembra coinvolta in prima persona nell’assassinio del giovane Harry, il cui corpo morto è protagonista sin dalle prime inquadratura. Una pellicola in cui l’assenza si trasforma ancora una volta in una vera e propria presenza, con Harry che sembra aggirarsi come un fantasma tra le vite dei quattro personaggi, che inevitabilmente dovranno affrontare una vera e propria “congiura” nei propri confronti.

LA FINESTRA SUL CORTILE

Rear Window (1954)

Difficile scegliere l’ultimo film da inserire in questa lista. Ma “la finestra sul cortile”, pellicola del 1954 con protagonisti Grace Kelly e James Stewart sembra la scelta più azzeccata in questo periodo di reclusione forzata. L’immobilità è, infatti la pena che affligge il protagonista, che dopo un incidente è costretto a rimanere confinato nel suo appartamento, con una gamba rotta. L’immensa finestra dalla quale Jeff (Stewart) spia la vita di coloro che vivono nel cortile circostante lo porterà a scoprire un apparente omicidio, che solo attraverso il suo sguardo cercherà di svelare.

Un film dove Hitchcock indaga sulla figura dello spettatore al cinema, che paralizzato al buio nella sala cinematografica altro non può che proiettare il proprio desiderio di movimento sulle immagini che scorrono sullo schermo, vivendo l’esperienza cinematografica nei panni del personaggio protagonista della pellicola. Ma “la finestra sul cortile” è l’ennesima prova delle abilità di scrittura di Hitchcock che regala un film coinvolgente e ricco di dialoghi brillanti, dove è impossibile non entrare in empatia con i personaggi tratteggiati dal regista. Un’altra perla del regista, impossibile da perdere.

Vittoria

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