LA DEA FORTUNA

“La dea fortuna è un segreto, un trucco magico: come fai a tenere sempre con te qualcuno a cui vuoi molto bene? Devi guardarlo fisso, rubi la sua immagine, chiudi di scatto gli occhi, li tieni ben chiusi. Lui ti scende fino al cuore, e da quel momento quella persona sarà sempre con te!”

Il cinema è fatto di momenti unici, attimi brevi, in cui mentre le immagini scorrono sullo schermo prendi consapevolezza che quello che tu stai guardando non è altro che uno specchio di te stesso, delle tue paure, dei tuoi desideri, di quello che sarebbe potuto essere ma invece non è potuto accadere. Ma più di tutto l’amore, la fragilità di amare e accettare il cambiamento di quel sentimento man mano che gli anni passano, e trovare nell’altro un altro tipo di amore più speciale e ancora più forte.

Il cinema di Ferzan Ozpetek è tutto questo, è vitalità pura, è amore sconfinato per i suoi personaggi dal primo all’ultimo. È l’amicizia vista come una famiglia, come una comunità, lo sono i balconi, le finestre da cui si affacciano i personaggi per parlare tra loro. Tutto questo è il simbolo del cinema più bello di Ozpetek, da Le fate ignoranti a questo ultimo La dea Fortuna.

TRAMA:

Alessandro e Arturo sono una coppia da ormai più di 15 anni, la loro storia va avanti con scappatelle da parte di entrambi, e ormai sembrano essere arrivati a un punto di rottura. Un pomeriggio arriva da loro Annamaria una vecchia cara amica di Alessandro, portandosi dietro i suoi due figli. La donna rivela ad Alessandro e Arturo che si dovrà assentare per qualche giorno per degli accertamenti medici e gli chiede la possibilità di occuparsi dei due bambini. I due accettano e si ritrovano a occuparsi dei due ragazzini ignari che questo rapporto darà non solo una svolta alla loro relazione ma anche alla loro vita.

LA FAMIGLIA DI OZPETEK

La famiglia nei film di Ozpetek è sempre stato un concetto molto importante, perché va la oltre il legame di sangue, la famiglia è rappresentata dal tuo compagno o compagna e da tutto il contorno degli amici, è quello che forma per Ozpetek una famiglia, come se fossimo tutti legati a un filo del destino, un rapporto unico e speciale con persone che diventano fondamentali per noi, parte di noi, è quella la vera famiglia.

Non manca nella Dea Fortuna tutto il cinema più bello del regista, fatto di terrazze su cui ballare, tavolate a cui è invitato tutto il vicinato e musica che fa da portavoce alle emozioni dei personaggi.

A questo aggiungiamo un cast pazzesco, un Edoardo Leo magnifico accanto a un bravissimo Stefano Accorsi, già veterano di alcuni film del regista, Jasmine Trinca nel ruolo di Annamaria e i due formidabili bambini interpretati da Sara Ciocca e Edoardo Brandi. Non può non mancare Serra Yilmaz all’ ennesima collaborazione con Ozpetek e Filippo Nigro in un ruolo inedito.

UN INNO ALLA VITA

La storia d’amore di Arturo e Alessandro è fatta di sguardi, incapacità di comunicare a parole, saper guardare oltre il litigio, l’incomprensione, perché lì dall’altro lato c’è qualcosa di più importante. Ci sono i bambini che vanno protetti, amati ed è grazie a loro che si scelgono di fare scelte ancora più coraggiose, ancora più folli. Un modo per scavare dentro se stessi e capire veramente chi siamo arrivati a un certo punto della nostra vita, e chi vogliamo essere davvero. Ci si commuove sulle note di “Luna Diamante” cantata da Mina in un momento chiave del film e si piange di nuovo sulle note della “Vita è meravigliosa” di Diodato. In cui c’è tutto il mondo di Ozpetek fatto di amore per la vita, travolgente, quell’amore che fa ballare, sospirare e compiere follie.

Tutto ciò si può trovare nella Dea Fortuna il nuovo film di questo grande regista, che io amo molto, ma che rappresenta un modo per ognuno di noi di affacciarci alla vita e alla morte, in maniera lucida, vera con solo qualche lacrima in sottofondo.

Voto: 8/10

Irene

Irene

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