OUR FLAG MEANS DEATH

Qualcuno una volta disse che Taika Waititi è come re Mida, solo che, nel suo caso, tutto quello che tocca diventa gay. Questo è esattamente quello che è successo con questa serie tv di HBO Max, prodotta, interpretata e diretta dallo stesso Waititi e creata da David Jenkins.

We talk it trough as a…crew

Gentleman Pirate

Our Flag means Death segue le avventure del pirata più insolito che sia mai passato alla storia, il Capitano Stede Bonnet. Stede, stufo della sua monotona vita e imprigionato in un matrimonio con una donna che non ama, decide di cedere al suo sogno, lasciandosi la sua vita agiata alle spalle per un pizzico di avventura. Il problema è che Stede Bonnet non è tagliato per fare il pirata, figuriamoci essere il capitano di una ciurma di uomini dall’aria apparentemente sanguinaria. La vita agiata di Steve infatti lo segue a bordo della sua nave, la Revenge, così come certi demoni del passato che nemmeno l’oceano è riuscito a scacciare.

E sarà proprio l’incontro con uno dei suoi tanti vecchi demoni a portarlo sulla strada del pirata più famigerato della storia. O meglio, il pirata più famigerato della storia, annoiato quasi a morte dalla sua vita monotona fatta di sangue e combattimenti, si metterà sulle tracce di Stede e della sua ciurma, incuriosito delle sue gesta insolite.

A silly show about pirates

Non adorare questa serie tv si rivelerà impossibile, perché davvero, si adora tutto. Dieci episodi della durata di circa trenta minuti che finiscono ancor prima di rendercene conto, riuscendo nell’impresa di portarci dal ridere come se non ci fosse un domani alle lacrime isteriche. E tutto questo senza nemmeno accorgersene, un momento ridi per l’iconicità del tutto e quello dopo ti disperi, sempre per l’iconicità del tutto.

Tutto questo grazie a un cast sorprendente, che non ha smesso di splendere nemmeno per un secondo. Rhys Darby è l’attore perfetto di cui non sapevamo di aver bisogno che ha saputo dare vita in maniera splendida quel personaggio ugualmente splendido che è Stede Bonnet. Non parlo nemmeno di Taika Waititi perché altrimenti non smetterei più, sappiate solo che è una delle ragioni per cui guardare la serie. Il resto del cast, tra cui ritroviamo volti già noti del cinema come Ewen Bremmer e Rory Kinnear, non fa altro che rendere ancora più speciale la serie e darle quel tocco di freschezza che sicuramente non guasta mai.

This is a show that was made about minorities…

Vi lascio direttamente queste parole che potete trovare sulla pagina Instagram di Taika Waititi, che non avrebbero potuto spiegare meglio l’unicità di questa serie:

https://www.instagram.com/p/Cba-rfVPwdi/?utm_source=ig_web_copy_link

This is a love story about the people

Questa è proprio la frase che riassume perfettamente quello che questa serie è e quello che rappresenta: una storia d’amore che comprende tutte le sue sfumature senza lasciare fuori nessuno. Come in tutti i prodotti di Taika Waititi, anche qui il centro è la famiglia, non quella di origine, ma quella che noi stessi ci scegliamo, le persone che invitiamo a far parte della nostra vita e che ci rendono quello che siamo.

Ora non ci resta che aspettare che la serie venga rinnovata per un’altra stagione, perché dopo un finale come questo ce lo meritiamo davvero.

Voto: 9.5

Sara

Sara

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