IN MEMORIAM

Uscito a settembre per Garzanti, In Memoriam è un romanzo sull’amore, la sopravvivenza, la morte, la realtà e le conseguenze dell’essere testimoni e protagonisti di una violenza senza precedenti. Il romanzo segna il debutto letterario dell’autrice statunitense Alice Winn.

Trama:

Alla fine di tutto, per tutti, l’inverno diventa primavera. Quando ha ascoltato per la prima volta i versi di “In Memoriam” di Tennyson, Gaunt era all’ultimo anno di scuola. Ricorda perfettamente la voce baritonale del suo migliore amico Sidney mentre li recitava nel cortile del collegio, in un pomeriggio plumbeo. È stata una bella giornata, quella, pensa, sdraiato su una brandina cigolante, con la testa bendata e la mascella rigida. Rigida come la bocca spalancata del soldato che ha calpestato fuggendo per trovare riparo in trincea. Non riesce a toglierselo dalla testa e le uniche cose che lo tengono ancorato alla realtà sono Tennyson e le lettere che Sidney gli ha inviato dall’Inghilterra, dandogli notizie sui compagni, sulle lezioni, sugli studi. Gaunt darebbe l’anima per tornare a quei giorni, a discutere di metrica e poesia greca, invece di indossare la divisa. In collegio l’eco delle bombe e dei proiettili era pioggia, qui è tuono insondabile. Eppure ci sono quei versi. Eppure ci sono due braccia che lo stringono forte e un corpo caldo con cui condividere il misero spazio della brandina. Il respiro di Sidney, accanto a Gaunt, lo rassicura e, lentamente, lo rende consapevole del cuore che batte. D’altronde, la letteratura lo insegna: la tragedia della guerra non può annientare l’amore.

Generazione perduta

Il libro inizia nel 1914, l’alba di uno dei periodi più oscuri della nostra storia, in una scuola privata inglese. Henry Gaunt, pacifista e per metà tedesco, è il primo della sua cerchia di amici ad arruolarsi per mantenere l’onore della sua famiglia. Henry però è poco più che un ragazzo e in pochi giorni si trova catapultato tra il fango e i cadaveri delle trincee, in una guerra completamente diversa da quella descritta nelle poesie di Tennyson.

Ellwood, con cui Gaunt condivide un rapporto che va ben oltre l’amicizia ma che entrambi sono troppo spaventati per definire, inizialmente resta indietro, mantenendo una corrispondenza con Gaunt che rivela il divario incolmabile tra la sua realtà a Preshute, la loro scuola, e quella di Gaunt in trincea. Ben presto però anche Ellwood si arruola, incapace di lasciare che Gaunt rischi la vita da solo, rendendosi anche lui conto di come i suoi ideali di onore e gloria e amore per la patria abbiano ben poco a che fare con quello che quotidianamente si consuma nelle trincee.

“It was the Hell you’d feared in childhood, come to devour the children. It was treading over the corpses of your friends so that you might be killed yourself. It was the congealed evil of a century.”

Il libro segue Ellwood e Gaunt per tutta la durata della Guerra, li segue nel fango e nelle prigioni, fra letti di ospedale e granate che piovono dal cielo, descrivendo in modo terrificante e brutale come la la trincea sia stata in grado di spezzare per sempre le vite di milioni di ragazzi spediti al fronte ancora con il sorriso sulle labbra e desiderosi di difendere la loro amata Inghilterra.

La brutalità del reale

Nel suo romanzo Winn non risparmia niente, descrivendo nei minimi dettagli la brutalità della prima Guerra Mondiale in tutto il suo orrore. I toni poetici e quasi sognanti con cui il romanzo si apre, le descrizioni gloriose di Preshute e dei suoi alunni lasciano ben presto posto a una bruttezza inimmaginabile, una devastazione che nessuno prima di allora sarebbe anche solo riuscito ad immaginare. Winn si butta a capofitto nella psiche dei personaggi, dal momento in cui con orgoglio arrivano in trincea fino al loro precipitare nella follia e nella paura più totale, rendendo in maniera impeccabile l’immagine di quella generazione di ragazzi che non hanno più fatto ritorno in patria, lasciandosi per sempre alle spalle un’Inghilterra che mai sarebbe tornata quella di una volta.

“It was dusk, on a Friday. The battered skeletons of trees tapered against the fresh starlight in No Man’s Land. The sky offered curious glimpses of beauty, from time to time. The men wrote about it in their letters, describing sunsets in painstaking detail to their families, as if there was nothing to see at the front but crimson clouds and dusted rays of golden light.”

Tutti i personaggi riescono a trascinare il lettore nella storia grazie al loro essere credibili e reali, permettendogli di assistere quasi in tempo reale alla caduta di tutti i loro ideali e allo spegnersi della luce nei loro occhi.

Sidney Ellwood è a mani basse il personaggio meglio riuscito in questo romanzo, quello che più di tutti rappresenta quella generazione perduta di ragazzi cresciuti fra agi e innamorati dell’idea stessa di poesia, pronti a imbracciare un fucile per diventare uno degli eroi delle vecchie canzoni e leggende imparate a memoria a scuola. La speranza e il sorriso di Ellwood svaniscono drasticamente nella sua prima battaglia, così come tantissimi uomini attorno a lui destinati a rimanere per sempre nel fango. Winn con pazienza ci mostra pagina dopo pagina come Ellwood cade nell’abisso più totale, finché anche la poesia, il suo più grande amore, non lo abbandona, lasciandolo completamente solo a combattere una guerra che ci viene mostrata in tutta la sua crudezza e insensatezza.

Heinrich – Henry – Gaunt è invece un personaggio più complesso, più difficile da decifrare rispetto alla sfacciataggine di Ellwood. Gaunt, privo di quell’ingenuità eroica che invece caratterizza Ellwood, non vuole arruolarsi ma lo fa per difendere l’onore della sua famiglia, trovandosi a combattere contro i suoi stessi cugini e a comandare uomini con il doppio dei suoi anni pur non avendo combattuto un solo giorno della sua vita. Gaunt è il primo dei suoi amici ad arruolarsi e sperimentare sulla sua stessa pelle gli orrori della guerra, il primo a perdere la testa nel disperato tentativo di sopravvivere a ciò che la storia gli ha servito su un piatto d’argento.

Alice Winn

Alice Winn è un’autrice e sceneggiatrice statunitense. Nasce a Parigi nel 1992 e studia in diversi college britannici, laureandosi in Letteratura inglese a Oxford. In Memoriam, preceduto da tre libri inediti, segna il suo debutto letterario. Winn, cresciuta ascoltando le storie della Grande Guerra, ci ha regalato un romanzo splendido e difficile da dimenticare, dopo le prime cento pagine diventa impossibile staccare gli occhi dal libro, impossibile dimenticarsi dei suoi personaggi e dell’orrore descritto nelle pagine.

Voto: 9.5

Sara

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