Il Mare Senza Stelle – Recensione

La trama

Zachary Ezra Rawlins è uno studente del Vermont che un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria. Mentre lo sfoglia, affascinato da racconti di prigionieri disperati, collezionisti di chiavi e adepti senza nome, legge qualcosa di strano: fra quelle pagine è custodito un episodio della sua infanzia. È soltanto il primo di una lunga catena di enigmi. Una serie di indizi disseminati lungo il suo cammino – un’ape, una chiave, una spada – lo conduce a una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e infine in un’antica libreria sotterranea. Là sotto trova ben più di un nascondiglio per i libri: ci sono città disperse e mari sterminati, amanti che fanno scivolare messaggi sotto le porte e attraverso il tempo, storie bisbigliate da ombre. C’è chi ha sacrificato tutto per proteggere questo regno ormai dimenticato, trattenendo sguardi e parole per preservare questo prezioso archivio, e chi invece mira alla sua distruzione. Insieme a Mirabel, un’impetuosa pittrice dai capelli rosa, e Dorian, un ragazzo attraente e raffinato, Zachary compie un viaggio in questo mondo magico, attraverso miti, favole e leggende, alla ricerca della verità sul misterioso libro. Ma scoprirà molto di più. Preparatevi a solcare le pagine del Mare Senza Stelle, a perdervi in questo viaggio straordinario attraverso mondi inimmaginabili, che celebra il potere delle storie e l’amore per i libri. Finché il Mare Senza Stelle non scriverà l’ultima pagina.

Il successo mediatico

Dopo Il Circo della Notte, Erin Morgenstern torna con Il Mare Senza Stelle, pubblicato nel luglio del 2019 da Fazi editore.  

Fin da subito, il romanzo ha fatto parlare di sé soprattutto sui social. In effetti, il libro ha riscosso un notevole successo in molti Paesi. Molti lettori hanno apprezzato lo stile poetico e sognante dell’autrice, così come la dichiarazione d’amore alle storie, tema principale del romanzo. L’intento di Morgenstern era di proporre una narrazione assolutamente inedita, piena di metafore e rimandi letterari, il tutto immerso nel genere urban fantasy. Per molti è riuscita a centrare l’obiettivo ma c’è chi non è di questo parere. Alcuni hanno persino odiato il romanzo, mentre altre persone lo hanno trovato mediocre e non hanno gridato al miracolo letterario dell’anno. Cerchiamo di capire quali sono gli elementi apprezzabili e, cosa invece, può non essere piaciuto ai lettori. 

Aspetti positivi: la dichiarazione d’amore verso le storie

Partiamo dai fattori positivi. Abbiamo già detto che il nucleo del romanzo racchiude l’amore verso i libri e le storie. Erin Morgenstern infatti non si limita solo a citare i grandi classici e a richiamare narrazioni appartenenti alla cultura pop. Ciò che vuole esprimere è il concetto di storia, quella che lega le persone nella vita di tutti i giorni e l’importanza di darne il giusto valore. In ogni nostra azione, decisione e incontro c’è una storia ed è da questa semplicità che nasce il meraviglioso. 

È un aspetto che, fortunatamente, viene ben espresso. Ma i contenuti non si fermano qui. Ci si interroga sulla predestinazione, il destino e il libero arbitrio: quesiti ricchi di significato e per i quali si è dibattuto molto in ambito filosofico (e non solo). I personaggi, tramite le esperienze, cercano di capire il senso dell’esistenza stessa. La struttura del romanzo è un grande punto a favore: molto originale, con una costruzione simile a quella di un puzzle. Inoltre la scrittura stessa di Morgenstern può risultare piacevole proprio perché appare poetica. Fin dalle prime pagine, sembra che Morgenstern voglia prometterti di portarti in un mondo fatto di sogni e mistero

Insomma, i temi sono molti e non ci si ferma solo all’inno d’amore per i libri. Almeno, questo è quello che ho pensato nella prima metà del libro: non capivo come mai tutti parlassero solo di quell’unico aspetto. Purtroppo però, andando avanti con la lettura, ho intuito la motivazione.

Aspetti negativi: molte pagine, poca sostanza

Ed ecco che subentrano gli aspetti a mio parere negativi, tanto pesanti da avermi rovinato l’esperienza di lettura. Per spiegarli, mi ricollego al paragrafo precedente. Le premesse sono molte e sembrano buone, i contenuti sono interessanti: peccato che rimanga tutto un mero contenuto. Il vero e proprio tema trattato, rimane la meraviglia delle storie.

Erin Morgenstern pone quesiti importanti, temi densi di profondità. Ma l’unica vera profondità che emerge dal romanzo è la biblioteca sotterranea, il mondo sotto il mondo. 

Il resto è superficiale, solo appena accennato. Per farvi comprendere meglio ciò che mi ha trasmesso il romanzo, vi rendo partecipi dell’immagine che ho avuto mentre lo leggevo. È come se andaste in un posto qualunque e sentiste delle persone parlare di temi come la predestinazione, il senso della vita, l’umanità. Gli argomenti sono appassionanti e magari cercate di sentire meglio cosa dicono queste persone. Ma tutto quello che sentite è la ripetizione di questi concetti: non vengono trattati, non si va a fondo. Allora, potreste chiedervi, che senso ha parlarne se poi non c’è una vera e propria riflessione? Perché accennarli e basta? La conversazione perde di significato. Ecco, è esattamente ciò che mi ha trasmesso questo romanzo.

Purtroppo, a mio parere è un’occasione sprecata. L’autrice avrebbe potuto creare qualcosa di davvero interessante ma in 600 pagine l’intera narrazione è di contorno. Inoltre, già a metà libro avevo capito l’esito della storia e questo non ha fatto altro che annoiarmi. 

Per quanto mi riguarda, ho capito che mi aspetto ben altro da un romanzo. 

Il Mare Senza Stelle può essere adatto a te?

Fortunatamente, non sono la sola a pensarla in questo modo. Se vi aspettate una storia profonda, ricca di evoluzione e che vi faccia riflettere, allora Il Mare Senza Stelle non fa per voi. Ma se invece volete immergervi in una narrazione onirica, più di ambientazione che di personaggi e trama, allora non vi resta altro che dargli un’occasione. 

Federica

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