LA CASA DI JACK

La tua casa è piccola ma carina Jack…

La casa di Jack è un film del 2019 del regista Lars Von Trier.

TRAMA

Il film parla di Jack, un ingegnere impegnato nella costruzione della sua casa dei sogni.  Diviso in 5 episodi o “incidenti” come vengono chiamati che corrispondono a cinque omicidi scopriamo che  Jack è  un serial killer che in un periodo di attività lungo 12 anni uccide qualcosa come 60 persone. La vicenda non si basa su fatti reali, ci tengo a precisarlo, ma Lars Von Trier si ispira e si rifa a quelli che sono stati i serial killer più famosi della storia.

J A C K

Il film è un lungo racconto che ci viene proposto attraverso la voce fuori campo di Jack e quella di un altro personaggio, Virgilio, di cui scopriamo l’esistenza e l’importanza solo nel finale. Quasi come se fossimo spettatori di una lunga seduta psichiatrica, Jack inizia a raccontare la sua storia.

Non la sua storia personale, no, ci racconta pescando a caso fra le mille scelte a disposizione, 5 omicidi che ha commesso. Non scopriremo mai, infatti, la vita personale di Jack ne nient’altro che non sia collegato alla sua attività omicida, ma quel poco che sappiamo ci basta. Dai pochi elementi che ci vengono dati capiamo la psicologia complessa del personaggio: depresso, affetto da un disturbo ossessivo compulsivo, nevrotico e privo di empatia.

Immagine correlata

Jack si sente felice solo quando toglie la vita. Respirando l’ebrezza del compiacimento, la soddisfazione che l’omicidio gli regala è forte ma non duratura costringendolo ad ammazzare ancora in un circolo vizioso  senza fine.

Jack è fermamente convinto delle sue azioni. Col passare del tempo diventa sempre più ferrato nei crimini e nei suoi piani d’azione, passando da raptus di violenza ad uccisioni premeditate e costruite ad hoc. Questa sua convinzione si rispecchia nel film che è si un tripudio di violenza, grottesco, immorale ma lo è  con determinazione, sentimento e passione.

L’arte dell’omicidio

Tutto il film gioca su questo dualismo dell’arte e della violenza. Jack stesso ricerca la perfezione che gli manca nella vita proprio nell’omicidio, visto come unico mezzo per realizzare opere d’arte e trovare, forse, quell’amore che non ha.Risultati immagini per la casa di jack Jack eccelle nella sua attività di omicida, rasentando la perfezione e affinando le sue capacità.  Eppure il progetto della casa dei suoi sogni che dovrebbe portargli tanto piacere rimane incompiuto ed abbandonato. Ed è Virgilio che pone il protagonista sulla strada della comprensione facendo crollare tutte le sue certezze e mostrando l’incoerenza e la contraddizione dei suoi stessi piani. La casa non gli porta nessun piacere, i muri non vanno bene, vengono cambiati in continuazione, costruita, demolita e ricostruita.  Fino a quando Jack al culmine della sua follia  ne costruisce una  con i corpi congelati delle vittime, passando cosi da un progetto di casa come luogo  dei sogni  ad un vero e proprio  luogo dell’ orrore, un allegoria del male   da cui solo cosi riesce finalmente a trarne piacere. Cosi inizia per Jack quello che più mi ha stupito visivamente, la discesa negli Inferi.

CATABASI Risultati immagini per la casa di jack

La parola “catabasi” , dal greco discendere negli Inferi, introduce l’ultima parte del film. La discesa di una persona vivente negli Inferi riguarda proprio Jack che viene scortato nell’Inferno  da Virgilio, palesatosi finalmente allo spettatore. In un richiamo all’ Inferno dantesco la parabola di Jack si conclude. Lì, a pochi passi dal paradiso e ancora più vicino alle fiamme incandescenti dell’Inferno, Jack proclama la sua autocondanna. Intraprendendo cosi,  una decisione ancora una volta dettata dalla perfezione che crede di possedere ma che in realtà non gli appartiene.

Jack è mediocre, mediocre come ingegnere e mediocre come architetto.  Una volta entrato all’Inferno l’illusione di grandezza che ha vissuto svanisce e viene ingoiato dall’abisso, dalla luce  della realtà che si scontra col male che ha provocato, punendolo, una volta per tutte.

Risultati immagini per the house that jack built

UNA PERVERSA OPERA D’ARTE

Per alcuni il film è un susseguirsi di scene violente, crudeli, insostenibili all’occhio umano. Più che la violenza fisica e visiva(chi è abituato al genere non vedrà niente di cosi impressionante) mi ha colpito la violenza psicologica, l’umorismo sadico e irritante.

Lars Von Tries  non si è mai censurato e non lo fa nemmeno questa volta esplorando molti taboo tra cui quello delle scene di violenza su bambini.

La casa di Jack è sicuramente una discesa negli Inferi non solo per il protagonista ma anche per lo spettatore, un avventura mostruosa che credo non ritroverete molto facilmente.

Vi invito caldamente a guardare questo film, sia che siate o non appassionati del genere( esiste la versione censurata per i più sensibili e per chi non se la sente di rischiare troppo).

Poche volte mi sono trovata davanti ad un film del genere.

Ne rimarrete scioccati, sotto tutti gli aspetti.

VOTO

9/10

Carmen

Lascia un commento