EIGHTH GRADE

Il film del 2018 segna il debutto alla regia per l’attore Bo Burnham che firma anche la sceneggiatura di questo piccolo film che però riesce a non passare inosservato. Non è un caso che il film possa vantare un indice di gradimento del 98% su Rotten Tomatoes, come non è un caso che sia riuscito ad aggiudicarsi 1 candidatura ai Golden Globes. Eighth Grade è uno di quei film che merita davvero di essere visto, un ritratto terribilmente realistico dell’ultima settimana di uno dei periodi più strani della nostra vita.

Elsie Fisher, la giovanissima attrice protagonista del film, si aggiudica per la sua interpretazione un Critics Choice Award per il miglior giovane interprete e non possiamo che sperare che questo sia solo il primo di tanti premi perché abbiamo davvero bisogno di giovani attrici come lei.

Eighth grade is the worst

Terza Media

Siamo onesti. Le medie sono state per molti il periodo peggiore, o per lo meno il più strano della nostra vita. Quel periodo in cui ci sentiamo grandi, perché lo siamo, ma allo stesso tempo non lo siamo abbastanza e tutto sembra remare nella direzione opposta alla nostra. Questo è esattamente quello che Eighth Grade riesce a farci capire in un’ora e mezza di film regalandoci una prospettiva completamente nuova e diversa su un periodo di cui spesso ci si dimentica, o di cui spesso non vogliamo sentire nemmeno più parlare.

Kayla Day è una ragazza incredibilmente sola, che non riuscendo a stringere alcun tipo di rapporto con i suoi compagni di scuola, crea un canale YouTube dove attraverso i suoi video cerca di  dare consigli di sopravvivenza a tutti quei ragazzi che si sentono esattamente come lei, rifiutati, emarginati e diversi. Kayla però ammette di essere la prima a non essere in grado di seguire e applicare i suoi stessi consigli alla sua vita reale.

Nei suoi ultimi giorni di terza media, Kayla decide di impegnarsi nel tentare di uscire da quella bolla che lei stessa si è costruita facendo cose che fino a poco tempo prima non avrebbe mai pensato di fare. Solo che non sempre quello che vorremmo essere coincide con quello che siamo veramente, e dopo qualche esperienza disastrosa, anche Kayla riuscirà a capirlo.

Un romanzo di formazione attraverso YouTube

Nonostante il tono quasi comico che il film cerca di mantenere per tutta la sua durata, Eighth Grade riesce a trovare facilmente il suo posto tra i film più tristi dedicati all’adolescenza. Una tristezza che deriva dalla cruda realtà con cui la macchina da presa segue Kyle fra feste in piscina e persone cattive solo per il gusto di esserlo. Ma, come ribadisce più volte il film, school sucks, e Kayla non vede l’ora di crescere e lasciarsi il mondo delle medie alle spalle.

 Eighth Grade è un piccolo romanzo di formazione necessario a Kayla per ritrovare quel coraggio che credeva di aver perso prima dell’inizio delle medie. Attraverso i suoi video cerca di aiutare gli altri che come lei non vedono l’ora di aprire le ali e spiccare il volo, ma soprattutto è proprio grazie a quelli che Kayla si promette di essere sempre fiera di se stessa, di quello in cui gli anni di liceo la trasformeranno anche se quello che sarà non dovesse coincidere con le sue aspettative.

Proprio come aveva fatto prima di iniziare le scuole medie, Kayla ripone tutte le sue speranze in una scatola di scarpe che riaprirà solo una volta finito il liceo, chiudendo in questo modo il cerchio a cui Bo Burnham aveva dato vita nei primi secondi del film.

Voto: 8

Sara

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