PEAKY BLINDERS – QUINTA STAGIONE

RECAP QUARTA STAGIONE

John è morto. Non giriamoci attorno, affrontiamo la realtà dei fatti.

Vengono introdotti ufficialmente Aberama Gold e suo figlio Bonnie, personaggi che nel complesso ho apprezzato molto, ma che non sono abbastanza per compensare il vuoto lasciato dal fratellino Shelby per eccellenza e dall’immenso Alfie Solomons, interpretato da un brillante Tom Hardy.

In compenso, Michael viene esiliato a New York per aver tradito la fiducia di Tom e Finn è costretto a prendere atto del suo nuovo ruolo attivo nella gang, nonostante sia ancora solo un ragazzino.

Per tagliare corto: la gang inglese si libera degli italiani, vendicandosi del leader Changretta e la stagione termina con l’elezione in Parlamento di Thomas Shelby.

L’ASTICELLA CONTINUA AD ALZARSI

Ragazzi, io davvero non so come descrivere l’immensità di questa serie tv. Stagione dopo stagione, i produttori riescono ad alzare le aspettative in modo così naturale da rendere episodi lunghi un’ora una passeggiata da guardare. E non perché siano semplici o banali ma semplicemente perché la tensione è sempre così alta che per lo spettatore è impossibile staccare gli occhi dallo schermo.

Io, come molti altri, dopo aver assistito all’inizio della carriera politica di Thomas Shelby mi sono chiesta se forse non stessero esagerando, snaturando un personaggio ormai amato da tutti.
Ed invece il leader della gang più iconica dell’Inghilterra industriale subisce una crescita a livello di scrittura impressionante.

Non fraintendetemi, Thomas non diventa un brav’uomo. Tutt’altro.

La sua ambizione, la paranoia e la sete di potere sembra amplificarsi e di conseguenza i suoi demoni si fanno più presenti, più spaventosi e ingombranti. Le sue intenzioni suicide sono in bilico e più di una volta ho temuto il peggio ma la sua scalata per il successo è solo all’inizio.

NEW ENTRIES E ADDII SENTITI

Come tutti, una volta sentita la notizia che Sam Claflin si sarebbe unito al cast, ho fatto i salti di gioia… solo per scoprire in seguito che avrebbe interpretato un dannato fascista con manie di grandezza. A nessuno piace Oswald Mosley (politico realmente esistito, tra l’altro) ma è innegabile che il suo personaggio abbia un fascino profondamente oscuro. E’ impossibile togliergli gli occhi di dosso e le interazioni con il buon vecchio Thomas Shelby sono strepitose, grazie anche alle elevate doti attoriali degli interpreti.

Oltre a questo nuovo personaggio abbiamo la possibilità di rivedere il -non così- morto Alfie Solomons. Folle e geniale, come sempre.

Questa felicità dura poco, però. Aberama Gold, personaggio secondo il mio parere molto interessante, ci dice addio nel più truce dei modi, dopo aver cercato disperatamente di vendicare suo figlio, ammazzato dalla nuova e fresca minaccia dei Billy Boys; temibili gangsters scozzesi. Devo dire che dopo aver assistito a nemici irlandesi, inglesi, italiani e cinesi… aspettavo con ansia l’arrivo in grande stile di quegli amabili buzzurri degli scozzesi.

UN CLIMAX CON I FIOCCHI

Quello che pensavamo sarebbe stato il vero climax della stagione, ovvero le ambizioni di Michale Gray, risulta essere solo una premessa per quello che succederà nella prossima stagione perché, a parer mio, il vero climax viene raggiunto nell’ultimo episodio e gira attorno al precedentemente citato Oswald Mosley.

Thomas Shelby ha un piano, come sempre, ma niente va come dovrebbe e qualcuno sembra averlo tradito. Ma chi? Michael? Il nuovo amichetto di Finn, incaricato di truccare delle partite di calcio, ma che invece si immischia più del dovuto negli affari Shelby? O lo stesso Mosley? Il governo?

Un episodio finale degno di una stagione intensa ed impeccabilmente eseguita. Peaky Blinders ci ha abituati bene e, a parer mio, ogni serie tv storica deve fare il conto con questo colosso prima di potersi definire decente -come minimo-.


Voto: 10/10

Alicia.

Alicia

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