UNORTHODOX

Oggi voglio parlarvi di una mini-serie uscita recentemente su Netflix, “Unorthodox”.
Non viene pubblicizzata, ma è una di quelle serie che andrebbero viste non solo per scopi di intrattenimento, ma anche culturali.

Piccolo insight sulla trama

Unorthodox racconta la storia di Esty, ragazza sempre cresciuta a New York e di fede ebraico-ortodossa.

Unorthodox: la recensione della miniserie Netflix - Cinematographe.it

Fin da subito, percepiamo l’importanza della religione nella sua vita. Esty è infatti moglie, a soli 19 anni, di un ragazzo che non conosceva. Un classico matrimonio combinato dalle famiglie dei due, che ora aspettano la nascita di un primogenito.
La serie si apre con la ragazza che fugge da New York per andare a Berlino. Le motivazioni di questo suo gesto vengono spiegate attraverso dei flashback che si sviluppano su 4 parti che, attraverso spaccati di vita quotidiana e spezzoni dal passato, raccontano la rinascita della ragazza.
Ovviamente, per lei non è tutto rose e fiori: infatti, entra in contatto con una cultura radicalmente opposta a quella a cui è abituata. Questo incontro-scontro la metterà davanti a scelte non sempre facili per lei, e la porterà ad incontrare persone che influenzeranno la sua, nuova, vita.

Una nuova realtà

Esty non è l’unica a dover fare i conti con una nuova realtà.
Infatti, la cultura di Esty rappresenta quasi una “sconosciuta”, in quanto poche persone conoscono la realtà ebraico-ortodossa.
Attraverso le 4 parti della serie, si scoprono sempre più elementi e peculiarità tipiche della fede di Etsy. Gli elementi dei due stili di vita entrano in contatto in modo esattamente speculare: ogni volta che Esty scopre qualcosa sul mondo esterno contemporaneo, anche lo spettatore impara nuovi aspetti della religione della ragazza.
Attraverso questo viaggio alla riscoperta di sé, Esty dovrà far i conti anche col proprio passato e con le sue radici, in quanto la aiuteranno nel suo percorso di crescita.

La rinascita nella libertà

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Uno dei messaggi più importanti della serie è senza dubbio la rinascita. Questo tema si affronta sotto tre punti di vista: la spiritualità, la cultura e l’individualità. Sono legati fra di loro in maniera sottile ma molto rilevante. La religione ebraico-ortodossa crede nella procreazione come modo per “recuperare” le vittime dell’Olocausto: questo è il motivo per cui si insiste molto sulla gravidanza della ragazza. Attraverso il suo viaggio, Esty capirà che il vero modo per ricordare i morti è vivere liberamente, godendosi i privilegi e tutte le piccole cose di cui si è stati privati in tempi passati.
La miniserie Netflix è molto bella anche per questo motivo. Perché sì, ci sono bravi attori, una bella colonna sonora, un’ottima fotografia. Ma soprattutto c’è molta complessità, quella per cui non si condanna nessuno.
Questa serie è una celebrazione alla vita, alla libertà.

-Ila.

Ilaria

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