STO PENSANDO DI FINIRLA QUI

Disponibile su Netflix dal 4 settembre, Sto pensando di finirla qui è il nuovo film di Charlie Kaufman – sceneggiatore di Essere John Malkovich e Se mi lasci ti cancello – tratto dall’omonimo romanzo di Iain Reid. Un film decisamente poco conformista che vede tra i suoi protagonisti Jessie Buckley, Jesse Plemons, Toni Colette e David Thewlis.

Nulla è come sembra

Sto pensando di finirla qui. Quando il pensiero ti assale, non se ne va. Si fissa. Persiste. Domina. Non posso farci niente. Credetemi.

Nulla è come sembra quando una giovane donna (Jessie Buckley) assalita dai dubbi sul suo nuovo fidanzato (Jesse Plemons) va a conoscere i suoi genitori (Toni Colette e David Thewlis) nella loro sperduta fattoria immersa nella neve.

Questa è la descrizione che Netflix da del film. Una trama a prima vista quasi semplice se non fosse che la parte più importante della descrizione è “nulla è come sembra” perché assolutamente nulla è come sembra in questo film. Quello che a prima vista potrebbe sembrare una sorta di racconto in prima persona di quella che ha tutta l’aria di essere la protagonista si trasforma subito in un viaggio senza fine. Un viaggio fisico nella campagna completamente immersa di neve che ha come destinazione la fattoria quasi sperduta dei genitori di Jake, il fidanzato della protagonista. Ma ben presto è chiaro come il vero viaggio sia in realtà un viaggio mentale, nella psiche dei personaggi che si immerge nei luoghi più remoti della mente umana.

Un viaggio senza fine

Spazio e tempo sono due elementi fondamentali in questa pellicola. Da un lato abbiamo la neve, tantissima neve che sembra inghiottire tutto quello che incontra. Un paesaggio che non cambia mai e che ci da l’impressione di aver abbandonato completamente la realtà nel momento in cui vediamo la protagonista salire nella macchina del suo ragazzo. Malinconia e desolazione sono le parole giuste per descrivere lo spazio in cui si svolge l’intero film, anche quando non c’è la neve a fare da sfondo, quel senso di vuoto e solitudine è sempre presente, un’ombra costante che aleggia sui personaggi.

Anche il tempo, come il suo gemello spazio, è desolato, malinconico e talmente vuoto che i passi della protagonista sembrano echeggiare per tutta la durata del film. Film che potrebbe essere solamente un loop temporale senza fine, anzi, almeno per una parte è un loop temporale senza fine i cui confini sono le pareti anguste della casa dei genitori di Jake che sembrano non voler lasciare andare via nessuno, intrappolando le sue vittime in pareti intrise di ricordi, segreti e attimi di vita che solo il tempo ha saputo tenere insieme.

Toni Colette

Ammetto di non aver forse ben capito il film, ma quello che so con certezza è che Toni Collette è stata mostruosamente brava, terrificante a tratti ma pur sempre in sintonia con lo spirito del film. Un personaggio che sembra ormai divenuto un tutt’uno con quella casa nella quale ormai sembra intrappolata e dalla quale non uscirà mai. Parlando di Toni Colette non si può sicuramente non menzionare il resto del cast del film, come David Thewlis che a modo suo è stato in grado di lasciare il segno. Jessie Buckley è stata semplicemente straordinaria, capace di trasmettere con un solo sguardo tutta la frustrazione del suo personaggio incapace di trovare una soluzione, una fine a questo viaggio infinito. Jesse Plemons…beh guardate il film e giudicate voi stessi.

Voto: 8

Sara

Sara

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