La coppia quasi perfetta

Lo scorso 12 marzo è uscita su Netflix la nuova serie britannica “La coppia quasi perfetta”
(“The One”), un coinvolgente thriller tratto dal romanzo del giornalista freelance John Marrs,
uscito nel 2018. La brillante serie tv fantasociale, diretta da Howard Overman, è già un
successo, come per il bestseller internazionale da cui è tratta, che è stato tradotto in ben
dodici paesi.


La storia racconta le vicende dell’imprenditrice londinese Rebecca Webb (interpretata
dall’attrice Hannah Ware), genetista e CEO fondatrice di The One, un’azienda hi-tech che
ha creato un’applicazione per trovare l’anima gemella tramite l’abbinamento di DNA,
avvenuto per mezzo di una sola ciocca di capelli: si garantisce così, senza possibilità di
errore, la formazione di coppie perfette, tramite l’accoppiamento di dati genetici.
L’applicazione The One diventa subito un successo globale, ma anche una vera e propria
mania con delle conseguenze anche molto negative, come il boom di divorzi a seguito della
scoperta del proprio abbinamento perfetto. La protagonista Rebecca, fredda e calcolatrice,
nasconde un passato segreto che l’ha portata a trasformarsi emotivamente e
caratterialmente, mantenendo la sua forte ambizione e celando i suoi veri sentimenti. A
minare la sua costante scalata professionale c’è il ritrovamento del cadavere del suo amico
Ben Naser, suo compagno d’appartamento ai tempi dell’università e le relative indagini
dell’ispettrice Kate (interpretata dall’attrice Zoe Tapper), che investigherà sul passato della
ricca imprenditrice.
La serie, che presenta qualche differenza con il romanzo, è il racconto di un futuro distopico
dove la ricerca del vero amore resta ancora un obiettivo fondamentale, che in questo caso
spinge l’essere umano ad affidarsi completamente alla scienza e alla tecnologia pur di
innamorarsi perdutamente ed essere felice.
Ci troviamo a riflettere sulle ripercussioni che avrebbe l’utilizzo di questa app nella vita vera,
i cambiamenti che subirebbero le relazioni umane dopo questa scoperta scientifica, quando
in effetti già ci affidiamo all’informatica, alla scienza, ai calcoli per la ricerca dell’anima
gemella in rete, attraverso siti di incontri e applicazioni.
Gli otto episodi della prima stagione si fanno via via più avvincenti, fino a chiudersi con un
finale che si potrebbe considerare lasciato in sospeso, facendoci così immaginare (e
sperare) una seconda stagione.

Simona De Bartolomeo

Simona De Bartolomeo

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